Cinque anni di sacrifici cancellati da una leggerezza: Zolkefli perde l’oro a Tokyo per 3 minuti di ritardo

Muhammad Ziyad Zolkefli si è visto togliere la medaglia d'oro vinta alle Paralimpiadi di Tokyo nel getto del peso per essersi presentato in ritardo alla finale

SportFair

Tre minuti. Solo 180 secondi per perdere una medaglia d’oro conquistata con fatica e sudore, allenandosi ininterrottamente per cinque lunghi anni. Il Comitato Paralimpico Internazionale però non ha voluto sentire ragioni e, per colpa di un leggero ritardo, ha deciso di togliere a Muhammad Ziyad Zolkefli la medaglia d’oro centrata alle Paralimpiadi di Tokyo nella gara di getto del peso nella classe F20, riservata ad atleti con disabilità intellettive relazionali.

La squalifica

L’atleta malese si è presentato in pedana con tre minuti di ritardo, partecipando alla gara e piazzandosi al primo posto, stampando peraltro due volte il record mondiale: prima con la misura di 17 metri e 31 centimetri e poi con 17,94. Una volta terminata la finale, i commissari di gara del Comitato Paralimpico Internazionale hanno squalificato Muhammad Ziyad Zolkefli, sottolineando come il suo ritardo “non avesse alcun motivo valido che lo giustificasse“. Decisivo il ricorso presentato dalla delegazione ucraina, riuscita così a conquistare l’oro con Maksym Koval, giunto secondo in gara alle spalle dell’avversario asiatico.

Koval
Foto di Simon Bruty / Ansa

 

Le reazioni

Durissima la reazione dello sport malese, intervenuto per chiedere giustizia: “non rubate questo meritato oro da record mondiale a Ziyad” le parole del deputato Fahmi Fadzil. Sulla questione è poi intervenuto anche il ministro dello Sport, Ahmad Faizul Azumu: “gli atleti hanno atteso cinque anni ma è bastato un ritardo di nemmeno cinque minuti per distruggere una speranza, è molto triste“. A mettere la parola fine a questa vicenda ci ha pensato Craig Spence, portavoce del Comitato paralimpico: “le regole sono regole: la decisione è stata presa e non è colpa degli ucraini se il malese è arrivato tardi“.