La cintura, il titolo superpiuma e l’avversario pieno di tatuaggi pro-nazismo: la doppia vittoria di Hassan Nourdine

Hassan Nourdine ha vinto il titolo italiano dei pesi superpiuma, ma sotto i riflettori sono finiti i tatuaggi pro-nazismo del suo sfidante triestino Michele Broili

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In un colpo solo si è preso il titolo italiano dei pesi superpiuma e ha dato una lezione al suo controverso avversario, presentatosi sul ring con il torace tatuato con simboli nazisti. Hassan Nourdine per la prima volta si è tolto la soddisfazione di prendersi una cintura, sedendosi sul trono vacante dei superpiuma battendo il triestino Michele Broili, finito sotto i riflettori più per le sue ideologie che per la sua abilità nel combattere. Una situazione a cui Nourdine non ha dato molto peso, concentrandosi principalmente sul suo obiettivo: “ho cercato di non farmi condizionare, di non distrarmi. Lo guardavo negli occhi ma pensavo a colpirlo, non a farmi distrarre dai tatuaggi. Dopo il match siamo rimasti soli all’antidoping, ma non abbiamo mai parlato dell’argomento e lui mi ha fatto solo i complimenti per la vittoria. Non mi ha mancato di rispetto, neanche per le origini, non ho visto in lui alcuna espressione che potesse fraintendere qualcosa contro di me a livello razziale“.

Disgusto

I tatuaggi pro-nazismo non potevano però passare inosservati agli occhi di Hassan Nourdine, che ha voluto comunque esprimere il proprio parere al riguardo: “vedere quei tatuaggi inneggiare il nazismo mi ha dato disgusto, ma dovevo solo pensare al pugilato. Sia a bordo ring sia sugli spalti si salutavano con il saluto romano. Per loro è normale, per me non lo è. Spero che i giovani non seguano questi ideali: io sono in prima linea nel combatterli, perché si possa far capire la gravità. Riportare le tragedie disumane portandole sul petto crea vergogna, perciò io ho combattuto doppiamente sabato. Mi sento onorato di rappresentare lo sport contro ogni forma di violenza. Sono solo dispiaciuto che si stia parlando di boxe non per l’aspetto agonistico ma per le polemiche sul nazismo. Però è anche giusto che se ne parli, si stigmatizzi quanto accaduto. Sarebbe ancora più triste far passare tutto questo sotto silenzio. Per me è stata una vittoria sportiva e morale“.

La verità sull’Islam

Hassan è musulmano e pratica la propria religione, per questo motivo ha voluto cancellare il luogo comune che associa gli integralisti all’Islam: “io mi dissocio da certi comportamenti anche dei musulmani, sono contro gli atti osceni, le violenze dei terroristi per conto dell’Islam, condanno sempre questi comportamenti. Sono situazioni estreme come il nazismo. Non ho mezze misure. Basta poco per rispettare tutti, io sono per il vivere e lascia vivere. Sono musulmano e pratico la mia religione, faccio il Ramadam, prego 5 volte al giorno, lavoro e mi sento ormai più italiano che marocchino per il modo di vivere. L’Islam desta scalpore per il terrorismo, ma l’Islam è anche tante cose belle. Io sono molto orgoglioso di essere musulmano, mi sento integrato in Italia e combatto sempre contro il pregiudizio. Non rinnego le mie origini, ma ora do importanza alla mia vita qui. Dopo 11 anni di boxe mi sento veramente campione e voglio godermi la vittoria, non pensare al futuro“.