La verità sulla rivalità tra Tortu e Jacobs e quel desiderio di primeggiare nei 200, Lorenzo Patta svela: “voglio essere il primo italiano dopo Mennea sotto i 20”

Lorenzo Patta ha le idee chiarissime sul suo futuro: le parole del velocista azzurro tra verità sui colleghi rivali e obiettivi

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Lorenzo Patta è tornato in gara ieri dopo la storica impresa della staffetta 4×100 del 6 agosto scorso per i 100 metri del We Run Together a Castelporziano, a Roma, un meeting organizzato dalle Fiamme Gialle. L’oro olimpico nella staffetta ha chiuso la gara dei 100 metri di ieri al terzo posto, alle spalle di Wanderson Polanco e di Filippo Randazzo, col tempo di 10.27.

Un risultato che soddisfa a metà Lorenzo Patta: “dopo Tokyo certi parametri si sono alzati, ma è la mia seconda prestazione di sempre e, considerando il dopo Giochi, va bene così“, ha raccontato alla ‘rosea’ spiegando di essere scomparso dalle competizioni dopo i Giochi per decisione del suo allenatore.

Un successo strepitoso quello di Tokyo che ha cambiato la vita di Lorenzo: “per fortuna ho il carattere di mamma Serenella: tranquillo e pacato. Diversamente sarei stato travolto dalle emozioni. La maggioranza insegue un simile risultato senza conseguirlo per tutta la carriera, quindi sì, mi sento fortunato. Diciamo che, di mio, sono stato bravo a sfruttare l’occasione e che ora non mi monto la testa“.

Grande appassionato di calcio, sport che ha praticato fino ai 16 anni, Lorenzo Patta è “simpatizzante del Cagliari e, come papà Mario dai tempi di Falcao, un tifoso scatenato Roma” e sogna di ricevere un invito per una partita all’Olimpico, ma evita le partitelle per “paura di farmi male“.

Legatissimo alla sua terra Patta ha aggiunto poi che non ha intenzione, al momento, di lasciare la sua città, Oristano: “oggi dico di no. È dove sono cresciuto, dove ho famiglia e amici, quelli delle scuole medie e del liceo e, dal 2019, la fidanzata, Mara, studentessa universitaria a Cagliari in biotecnologia farmaceutica. Però spero presto accada qualcosa“, ha affermato riferendosi ad una serie di lavori di rinnovamento delle strutture sportive per potersi allenare e far allenare tutti i giovani che grazie alle imprese azzurre si sono avvicinati all’atletica.

Guardando al futuro, poi, Patta ha svelato di voler tentare l’impresa nei 200: “sono un buon curvista: ho un 21”09 del 2018, poi per via degli infortuni non li ho più corsi. Voglio essere il primo italiano dopo Mennea sotto i 20”“.

Infine sulla rivalità tra i suoi compagni di squadra Tortu e Jacobs ha concluso: “certe cose sono state dette non dalla loro bocca, ma scritte dalla penna di altri. In pista sono ovvi rivali, fuori c’è stima reciproca. Come tra tutti noi. Aver perso mi brucia, ma sono felice per Polanko e il suo 10”21“.