“Voglio la 4ª frazione in staffetta”, Jacobs avverte Tortu: “la gloria se la prende l’ultimo e ora sono io il più forte”

Marcell Jacobs ha ripercorso la sua vittoria alle Olimpiadi di Tokyo e poi ha lanciato un avvertimento a Filippo Tortu, esigendo il quarto posto nella staffetta 4x100

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Si è goduto il successo e la popolarità. Ha staccato la spina e se ne è andato in vacanza in Messico per eliminare le tossine di una stagione lunga e faticosa, conclusa come meglio non avrebbe potuto chiedere: ossia con due ori alle Olimpiadi. Marcell Jacobs adesso è pronto a ricominciare, inseguendo altri obiettivi e nuovi record dopo aver vinto i 100 metri a Tokyo davanti al mondo intero. Un sogno divenuto realtà, un obiettivo realizzato contro ogni pronostico, battendo i migliori e iscrivendo il proprio nome nella storia della velocità. Il tempo del relax è finito ma non quello dei ricordi, Jacobs ha scolpito nella mente quell’1 agosto come se fosse trascorso da poche ore, del resto è impossibile dimenticare il giorno che ti ha reso immortale.

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Foto di Emanuele Valeri / Ansa

La nuova vita

Intervistato da “7” del Corriere della Sera, Jacobs ha parlato della sua nuova vita e di quanto sia cambiata rispetto a prima dell’1 agosto: “tutto quello che ho, l’ho desiderato, perciò adesso sono così sereno nel gestirlo. Ogni cosa accade per un motivo. Ai mondiali di Doha non dovevo correre forte perché non ero ancora pronto mentalmente per gestire il successo. Non mi turbano neanche le cattiverie gratuite sul doping. Nella vita esisterà sempre qualcuno che, non avendocela fatta, si rifiuterà di credere alla buona fede di chi ce la sta facendo. Io non conosco l’invidia, solo la competizione: se un altro ce la fa, voglio farcela anch’io. E non mi accontento di quello che ho. Cerco di raddoppiare. Senza sperperare, ma amo le cose materiali: vestiti, macchine, brillantini e tatuaggi. Mia madre diceva: non te lo lascerò mai fare, un tatuaggio! Appena diventato maggiorenne, qual è stata la prima cosa che ho fatto? Quest’autunno andrò un po’ in tv. Ballando con le stelle? Vedi quella scopa lì nell’angolo? Sono io mentre ballo… Trovo giusto sfruttare tutto ciò che può farmi conoscere, ma sono anzitutto un atleta, il prossimo anno ci sono i Mondiali. Vi entrerò da campione olimpico e voglio uscirne da campione del mondo“.

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Foto di Christian Bruna / Ansa

La rivalità con Tortu

Marcell Jacobs ha poi lanciato un messaggio a Tortu: “il segreto è arrivare al top della forma al momento giusto. A inizio stagione dirò: non aspettatevi un record alla prima gara, altrimenti ai Mondiali non ci arrivo… Quanto alla staffetta, voglio correre la quarta frazione, perché la gloria se la prende l’ultimo. Fino all’anno scorso il più forte era Filippo Tortu, quindi era giusto che l’onore toccasse a lui, ma adesso i ruoli si sono invertiti e chiederò di invertire anche le posizioni in pista. Con lui c’è sana rivalità, benché ora il mio obiettivo sia battere i numeri uno al mondo. Ho 26 anni e voglio correre oltre i 30. Bolt ha smesso a quell’età, ma aveva cominciato a vincere a 22. Mi ha scritto un messaggio e non me ne ero neanche accorto. Adesso non vedo l’ora di riprendere ad allenarmi. Però so già che, appena arriverò al campo, il mio allenatore mi farà fare dodici volte i 120 metri, io al terzo scatto mi fermerò e gli urlerò: ‘Basta, Paolo, mi viene da vomitare’. Allora Paolo si avvicinerà e mi dirà: ‘Vomita pure, Marcell. Vomita e poi ricomincia'”.