L’oro paralimpico, la malattia e la paura di non farcela. Bebe Vio a SportFair: “a Tokyo non avrei dovuto esserci…”

Nel corso della conferenza per la presentazione del progetto 'WEmbrace', Bebe Vio ha parlato ai microfoni di SportFair della sofferenza provata prima di Tokyo 2020

SportFair

Sulla scia delle recenti Paralimpiadi, da sempre impegnate nella grande missione di sensibilizzare il pubblico al valore della diversità, Bebe Vio e art4sport (www.art4sport.org) – l’Associazione fondata nel 2009 dai genitori di Bebe – lanciano WEmbrace Sport. Un grande evento sportivo benefico che si svolgerà lunedì 25 ottobre a partire dalle ore 19.00 presso l’Allianz Cloud di Milano. Una serata unica nel suo genere, in cui campioni delle Nazionali Olimpiche e Paralimpiche saranno impegnati tutti insieme in una sfida sportiva inedita. Obiettivo, quello di dimostrare nuovamente al pubblico, ancora estasiato dalle prestazioni di Tokyo 2020, come lo sport paralimpico sia a tutti gli effetti paragonabile a quello olimpico sia dal punto di vista della spettacolarità, che da quello emozionale e competitivo, grazie alla grande capacità ed energia tipiche di chi pratica questo tipo di discipline. Non a caso, con 14 medaglie d’oro, 29 d’argento e 26 di bronzo, la Nazionale Paralimpica ha saputo riconfermare i successi della spedizione Olimpica.

Gli obiettivi

WEmbrace Sport vuole quindi essere un’occasione per coltivare ulteriormente quel processo di sensibilizzazione sul tema della diversità, che non va vissuta mai come un limite ma, anzi, è sempre più importante imparare a riconoscere come un bene unico e un diritto da tutelare. Un concetto che è ben rappresentato anche dal nome scelto dall’evento: WEmbrace, infatti, nasce dall’unione delle parole inglesi We Embrace, che tradotte in italiano significano ‘Noi Abbracciamo’. Un’azione che può essere compiuta con entusiasmo insieme a un’altra persona ma che è anche da rivolgere a se stessi. Non a caso, abbracciare i propri limiti è il primo passo per diventare i primi sostenitori del proprio amore individuale. Ed è proprio compiendo questo passo che la diversità diventa il mezzo che porta ciascuno di noia definire l’unicità del singolo, identificandolo. Ecco così che lo sport, con i suoi valori e la sua funzione sociale, diventa il miglior compagno in questo percorso di accettazione di sé e di chi ci circonda. “WEmbrace Sport sarà un evento davvero figo! Dopo aver partecipato alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, ci ritroveremo tutti insieme per sfidarci gli uni contro gli altri!” commenta Bebe Vio, che continua: “per me lo sport integrato è un modo per abbattere i pregiudizi e dimostrare a tutti la grande forza e competitività degli atleti paralimpici. Siamo tutti diversi, ognuno ha i propri limiti, le proprie debolezze ma anche i propri punti di forza e fare sport integrato può davvero mostrare le qualità di ciascun atleta e rappresentare un arricchimento per chiunque assisterà alle competizioni!“. Le discipline in gara nel corso della serata all’Allianz Cloud di Milano saranno 4, tutte giocate nella loro versione paralimpica. Ecco così che dal Basket, al Calcio, fino al Volley e alla Scherma, non mancheranno le occasioni per assistere a sfide entusiasmanti con protagonisti campioni olimpici e paralimpici.

Bebe Vio
Foto di Ansa

La Bebe Vio Academy

WEmbrace Sport farà da apripista a un altro grande progetto in cui l’Oro della scherma Paralimpica sarà impegnata: la Bebe Vio Academy (BVA). La BVA è un progetto pensato da Bebe in partnership con Nike, organizzato e gestito dall’Associazione art4sport. Sarà la prima accademia italiana a favore dello sport inclusivo con un programma triennale gratuito di attività multi-sportive rivolto a bambini e ragazzi con e senza disabilità fisiche di età tra i 6 e i 18 anni. Il progetto che comprenderà cinque diverse discipline sportive paralimpiche – quali calcio, atletica, basket in carrozzina, sitting volley e scherma in carrozzina – si svolgerà a Milano, con cadenza bisettimanale, presso il Centro Sportivo Iseo e il Bicocca Stadium. A dare il via alla Bebe Vio Academy sarà la prima Game Time session, in programma il 26 ottobre: il primo importante momento esperienziale in cui i ragazzi si sperimenteranno, divertendosi, nei vari sport, partecipando anche a workshop dedicati e incontri con grandi campioni olimpici e paralimpici di ritorno da Tokyo 2020. La Bebe Vio Academy è un percorso che durerà 3 anni con lo scopo di favorire sempre più la conoscenza, l’accettazione e l’integrazione delle diversità partendo dalle nuove generazioni. Gli iscritti all’Academy verranno poi indirizzati verso le società sportive di riferimento per proseguire il percorso iniziato durante le sessioni di allenamento.

Bebe Vio a SportFair

Intervistata da SportFair durante la conferenza stampa di presentazione di ‘Wembrace‘, Bebe Vio ha parlato dei mesi precedenti alle Paralimpiadi di Tokyo, caratterizzati dalla malattia che ha messo a rischio la sua partecipazione ai Giochi. “Ci sono stati molti momenti in cui ho pensato di non farcela – le parole della campionessa paralimpica azzurra – ma ho sempre tenuto duro principalmente per le mie compagne. Se avessero visto me avere anche il dubbio di non farcela, forse questo avrebbe potuto condizionare il loro percorso di avvicinamento alla Paralimpiade. Ho avuto la fortuna di avere tante persone che mi hanno dato una mano. Il mio fisioterapista e il mio preparatore ci hanno creduto dall’inizio alla fine, anche quando ero presa a male. Sono stata fortunata, per me nessun atleta raggiunge risultati se non ha una famiglia e un team alle sue spalle. La mia Paralimpiade è stata tutta un risultato della squadra che mi ha sostenuto e mi ha sempre spinto a provarci“.

malagò
Foto di Angelo Carconi/ Ansa

Giovanni Malagò a SportFair

Collegato alla conferenza stampa virtuale anche Giovanni Malagò che, sulla scia dei trionfi azzurri a Tokyo 2020, si è soffermato ai microfoni di SportFair sui prossimi obiettivi per Parigi 2024: “la scadenza di Parigi impone un ulteriore responsabilizzazione da parte nostra, vincere è complicato ma lo è ancora di più confermarsi. In epoca di covid, ho sempre pensato che ne avremmo viste delle belle. La pandemia ha alterato e modificato quelli che erano i pronostici in alcune discipline. Spero che non ci siano più questi problemi da qua a Parigi, ma oggi siamo comunque condizionati. Ci sono manifestazioni che vengono cancellate e altre che vengono trasferite con tutti i problemi logistici che ciò rappresenta. Il nostro programma olimpico dovrà per forza cambiare: usciranno baseball, softball e il karate mentre entrerà la break-dance che assegnerà una sola medaglia assegnata. Dovremo essere sul pezzo, ma sono sicuro che lo saremo“.