St(r)ano ma vero! Italia d’oro alle Olimpiadi nella 20 km di marcia 17 anni dopo Brugnetti

Massimo Stano conquista uno spettacolare oro nella 20 km di marcia alle Olimpiadi di Tokyo: i giapponesi si inchinano all'azzurro

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Giornata spettacolare per l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo. Il tricolore italiano sventola a Sapporo, dove Massimo Stano è riuscito in una strepitosa impresa. 17 anni dopo quello conquistato da Brugnetti alle Olimpiadi di Atene, il 29enne pugliese si è messo al collo un fantastico oro, aggiudicandosi la 20 km di marcia dei Giochi Olimpici giapponesi. Una prova di straordinario coraggio e maturità, in testa dal dodicesimo chilometro. È la terza medaglia d’oro nella 20 km di marcia, nella storia azzurra, dopo quella di Maurizio Damilano a Mosca ’80 e quella di Ivano Brugnetti ad Atene 2004. 

Foto di Felipe Trueba / EPA / Ansa

Settimo oro azzurro a Tokyo

Massimo Stano ha chiuso la sua corsa in 1.21.05, battendo i padroni di casa e lasciandosi alle spalle i giapponesi Ikeda a +0.09 e Yamanishi a +0.23. Si tratta della 33ª medaglia per l’Italia, il 7° oro alle Olimpiadi di Tokyo che permette alla Nazionale azzurra di superare la Nuova Zelanda nel medagliere olimpico. Massimo Stano è il settimo marciatore azzurro dopo Frigerio, Dordoni, Pamich, Damilano, Brugnetti e Schwazer ad aver vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi: l’ultimo è stato l’alto-atesino nella 50 km a Pechino 2008.

La gara

Ventinove gradi nel pomeriggio di Sapporo. Sul circuito da un chilometro all’Odori Park si parte alle 16.30 locali. Del terzetto azzurro (Massimo Stano, Francesco Fortunato, Federico Tontodonati) sono soprattutto Stano e Fortunato a mostrarsi più intraprendenti e a farsi vedere nelle posizioni principali, in testa al gruppo. Prima del passaggio ai 5 km, prende l’iniziativa il cinese Wang Kaihua, marcato stretto dall’indiano Kumar. Tutti gli altri, per il momento, lasciano fare. Dietro, il primatista italiano Stano – seguito da coach Patrizio Parcesepe – prende come riferimento i giapponesi più quotati, il campione del mondo Yamanishi, il connazionale Ikeda, ma anche gli europei, tra cui il russo Mizinov, lo spagnolo Martin, lo svedese Karlstrom, e poi il messicano Olivas. Il vantaggio dei due di testa è di 11 secondi all’ottavo chilometri, poi nel corso del nono chilometro l’indiano perde contatto dal cinese che resta al comando in solitaria (13 secondi sugli altri big) e al passaggio a metà gara firma il parziale di 40:55. Dieci secondi di vantaggio su Yamanishi (41:05), Stano è terzo (41:05), quarto Ikeda (41:05), via via tutti gli altri. Fortunato tredicesimo con 41:17, Tontodonati trentasettesimo con 42:38.

Sull’impronta del ritmo impostato da Massimo Stano – sempre in testa, brillante, lucido – termina l’azione solitaria del cinese Wang e si forma un gruppetto di sei uomini in testa: Stano insieme a due spagnoli (Garcia e Martin), ai giapponesi Yamanishi e Ikeda, e a due cinesi (Wang e Zhang). Non più il russo Mizonov, frenato dalla sosta in penalty zone di due minuti. È un copione che prosegue a lungo. Anzi, fino alla fine. Stano è capofila anche al passaggio al quindicesimo chilometro (1h01:27), ancora con gli altri sei contendenti, ancora in pieno controllo della situazione. Chi parte? Chi prende l’iniziativa decisiva? Un km di Stano a 4:04 (il diciassettesimo) mette a durissima prova i due spagnoli e i due cinesi. Resiste soltanto il duo giapponese e si forma un terzetto che passa al km 18 a 1h13:30 dopo un mille da 3:48. È sensazionale Massimo Stano all’inizio del km 19, imprime un’altra frustata che manda in crisi Yamanishi. L’azzurro passa a 1h17:22 (3:52), Ikeda stringe i denti ma il pugliese ne ha di più, la sua energia non si esaurisce, viaggia e sogna verso il traguardo e la leggenda.