I demoni in testa e una sanità mentale a rischio, il grido d’allarme di Simone Biles: il suo regno adesso traballa

Simone Biles ha spiegato i motivi che l'hanno spinta ad abbandonare la gara a squadre di ginnastica artistica alle Olimpiadi di Tokyo, parlando di stress mentale

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La sua decisione di abbandonare la finale di ginnastica artistica a squadre alle Olimpiadi di Tokyo ha sorpreso tutti, ma non Simone Biles che stava valutando questo passo ormai da un po’ di tempo. La pluri-campionessa statunitense, 4 volte d’oro a Rio 2016 e prima ginnasta nella storia ad aver vinto 5 titoli mondiali nel concorso individuale, ha scelto di fare un passo indietro per salvaguardare la propria salute mentale, non più stabile come prima. “Devo concentrarmi sul mio stato mentale e non mettere a repentaglio la mia salute e il mio benessere” le parole di Simone Biles. “Non ho più fiducia in me stessa come prima, non so se è una questione di età. Sono un po’ più nervosa adesso quando salgo in pedana. Sento che non mi sto divertendo più come prima. So che questi sono i Giochi, volevo farli ma in realtà sto partecipando per altri, più che per me. Mi fa male nel profondo che fare ciò che amo mi sia stato portato via. Non appena salgo in pedana siamo solo io e la mia testa… e lì ci sono démoni con cui devo confrontarmi“.

simone biles
Foto di Ronald Wittek/ Epa/ Ansa

Il passo indietro

Simone Biles poi non ha chiarito se prenderà parte alle gare individuali, lasciando un grosso punto interrogativo: “devo fare ciò che è giusto per me e concentrarmi sulla mia sanità mentale e non compromettere la mia salute e il mio benessere, per questo ho deciso di fare un passo indietro e lasciare che le mie compagne facessero il lavoro, e lo hanno fatto bene, sono vicecampionesse olimpiche, è qualcosa di cui possono essere molto orgogliose, l’hanno raggiunto senza di me, non credo che ne fossero consapevoli prima“.