Nuova bufera alle Olimpiadi, cacciato il direttore della cerimonia d’apertura: scherzò sull’Olocausto

Kentaro Kobayashi, il direttore dello spettacolo della cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Tokyo, è stato licenziato per alcune battute sull'Olocausto risalenti al 1998

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Nuovo scandalo a poche ore dall’inizio delle Olimpiadi di Tokyo, il Comitato organizzatore deve fare i conti con una situazione delicata di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Il direttore dello spettacolo che verrà messo in atto nel corso della cerimonia d’apertura, Kentaro Kobayashi, è stato sollevato dal suo incarico per alcune battute sull’Olocausto espresse durante una scenetta comica che risale al 1998. Lo sketch è riemerso nelle ultime ore sui social, scatenando parecchie polemiche e spingendo gli organizzatori di Tokyo 2021 a licenziare l’uomo in questione: “è venuto alla luce che durante una performance del passato – le parole del coordinatore delle Olimpiadi Seiko HashimotoKobayashi ha usato un linguaggio che ha deriso un tragico fatto della storia. Il comitato organizzatore ha deciso di sollevare Kobayashi dal suo incarico“.

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Foto di Franck Robichon / Ansa

Lo sketch

A spingere il Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo a sollevare dall’incarico Kentaro Kobayashi è stato un particolare sketch, risalente al 1998. Nelle immagini, riemerse sui social in questi giorni, l’ormai ex direttore dello spettacolo della cerimonia d’apertura fa riferimento ad alcuni ritagli di bambole di carta, descrivendoli come “quelli di quella volta che hai detto ‘giochiamo all’Olocausto’“, ottenendo così le risate del pubblico. Un video che ha scatenato numerose polemiche, le quali hanno spinto gli organizzatori di Tokyo 2021 a licenziare Kobayashi nonostante le sue scuse: “in un video che è stato rilasciato nel 1998 per presentare i giovani comici… una scenetta che ho scritto conteneva battute estremamente inadeguate. Era un’epoca in cui non ero in grado di ottenere risate come volevo, e stavo cercando di attirare l’attenzione della gente in modo superficiale“.