Olimpiadi, un piccolo dono per un grande sorriso: Cassani e lo splendido gesto per un super tifoso giapponese

Davide Cassani, il ct della Nazionale Italiana di ciclismo, ha raccontato sui propri social una storia molto bella e toccante che lo ha visto protagonista a Tokyo

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Basta poco per far felice una persona, soprattutto se si tratta di un appassionato di ciclismo. Il ct Cassani ci ha messo pochi minuti per regalare un sorriso, giusto il tempo di capire la situazione e trasformare la giornata di un tifoso in un evento indimenticabile. Una scena bellissima quella raccontata dal commissario tecnico della Nazionale Italiana di ciclismo, impegnato insieme ai suoi ragazzi a preparare le Olimpiadi di Tokyo. Accortosi della presenza di un tifoso solitario all’esterno dell’hotel degli azzurri, il ct si è avvicinato per capire cosa lo spingesse a sostare per molte ore nella stessa posizione, scoprendo in quella persona una passione smisurata.

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Foto di Ansa

Il racconto di Cassani

Questo il racconto di Davide Cassani condiviso sul proprio profilo Facebook: “sono un paio d’ore che, fuori dall’albergo, sul ciglio della strada, una figura maschile resta immobile come fosse una statua. In mano ha un sacchetto della Castelli, addosso una maglia azzurra del 2015. Dico l’anno senza sbagliarmi perché lo sponsor sul petto mi rende certo dell’annata. Quel ragazzo mi incuriosisce molto perché è lì, fermo, con lo sguardo rivolto verso l’hotel ma non osa oltrepassare i birilli che separano il parcheggio dalla strada. Noi non possiamo oltrepassare quei birilli se non per seguire i corridori in allenamento, loro, tutti gli altri, giapponesi compresi, non possono entrare. Siamo in una vera e propria bolla”.

Nibali insieme agli azzurri dell'Italia Team
Foto di Ansa

L’avvicinamento

Curioso di capire cosa quel tifoso voglia, Cassani e la responsabile del team azzurro gli si avvicinano: “per curiosità io ed Elisabetta, nostra eccellente responsabile, usciamo per capire qualcosa in più. Appena ci vede comincia a salutarci come del resto fan tutti: mani giunte e sorriso. Naturalmente indossa una mascherina, come noi. Lui da una parte e noi dall’altra con i birilli a separarci. Giunti a qualche metro, con 5 parole in un inglese comunque comprensibile ci fa capire che gli piacerebbe avere un cappellino della nazionale perché è l’unico accessorio che gli manca della nazionale italiana. Ha maglia, pantaloncini, calzini, guanti, borraccia ma gli manca il cappellino. A supporto ci mostra una foto che testimonia il corredo che è riuscito a mettere insieme. Chiedo ad Elisabetta se abbiamo uno ma la sua risposta è negativa. “Ma si, io ho un cappellino in camera” dico tra me e me. “Wait a Moment” dico rivolgendomi al giovane giapponese”.

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Ph. FB Davide Cassani

Felicità

Un gesto semplice e per nulla scontato, che scatena nel tifoso una reazione pazzesca: “salgo in camera, prendo il cappellino, 3 Pins e anche una maglietta da riposo della nazionale perché sono certo che la gradirebbe un sacco” prosegue Cassani nel suo racconto. “Arrivo davanti a lui: mi guarda e, quando vede cosa ho in mano, dalla sorpresa fa un passo indietro, sgrana gli occhi, mette le mani davanti alla bocca e comincia a sillabare tutta la sua gioia. Gli porgo il cappellino poi le pins e quando vede la maglia mi chiede in Giappone (credo) “per me?” Ho intuito così perché con le dita, prima ha indicato la maglia poi se stesso. “Si, per te” e gliela passo. Poche volte ho visto una persona così felice. Ha cominciato a dire” happy, happy, happy, happy, happy… E in quei 10” che mi sono serviti per rientrare in hotel lui era li, fermo, oltre i birilli, a salutarmi continuando a pronunciare: Happy, happy, happy”.