Rinuncia alle Olimpiadi di Tokyo per combattere la misoginia: lo splendido esempio di Madeline Groves

Madeline Groves ha annunciato sui sociale che rinuncerà alle selezioni di qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo per combattere la misoginia nello sport

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Rinunciare alle Olimpiadi per un ideale, privandosi di un sogno per portare avanti una battaglia contro coloro che fanno di tutto per rovinare lo sport.

Madeline Groves
Foto di Dean Lewins / Ansa

E’ quanto ha fatto Madeline Groves, nuotatrice australiana che ha deciso di ritirarsi dalle selezioni olimpiche di Adelaide che gli avrebbero permesso di staccare il pass per i Giochi di Tokyo 2021, in programma dal 23 luglio all’8 agosto. L’atleta 26enne, riuscita a vincere due medaglie d’argento a Rio 2016 nei 200 m farfalla e nella 4×100 m misti, ha rivelato di voler combattere i comportamenti misogini di cui le donne sono vittime, facendo di tutto per buttare fuori dallo sport tutti coloro che godono nel compiere certi comportamenti.

La lezione di Madeline

Foto di Dave Hunt / Ansa

Madeline Groves ha annunciato sui social la sua rinuncia ai Trials di Adelaide, utilizzando parole forti e ben pesate: “che questa sia una lezione per tutti i pervertiti misogini nello sport e per i loro leccapiedi. Non potete più sfruttare giovani donne e atlete, farle vergognare del loro corpo e poi aspettarvi che vi rappresentino, così da guadagnare il vostro bonus annuale. Tempo scaduto“. Un messaggio accompagnato dall’annuncio del ritiro dalle selezioni olimpiche: “ho preso la decisione di non competere ai Trials olimpici di Adelaide. Sono così grata di sentirmi così supportata in questa decisione. Mi sento molto sollevata e non vedo l’ora di gareggiare in alcune altre competizioni più avanti nell’anno. Sono così entusiasta di guardare tutti alle prove (in streaming su Amazon y’all) e vedere chi rappresenterà l’Australia a Tokyo. Buona fortuna a tutti i concorrenti ai Trials olimpici, ma soprattutto alla mia bella squadra”.

Precedenti

Madeline Groves
Foto di Darren England / Ansa

Madeline Groves ha iniziato questa sua battaglia contro la misoginia anche per ciò che le è successo negli scorsi mesi, avendo dovuto fare i conti con comportamenti ambigui da parte di persone a lei vicine. Lo scorso dicembre infatti aveva denunciato un altro nuotatore per alcuni sguardi inappropriati nei suoi confronti, mentre in un’altra occasione aveva accusato un allenatore per averle rivolto commenti piuttosto spinti. In quest’ultimo caso aveva ricevuto delle scuse, ma non sono bastate per fermare la sua voglia di compiere un gesto importante per combattere la misoginia, rinunciando a Tokyo 2021 per un’ideale che merita rispetto e attenzione.