Mattarella consegna il tricolore agli alfieri azzurri: emozioni uniche con i portabandiera dell’Italia con Zanardi nel cuore

Al Quirinale la consegna del tricolore ai portabandiera dell'Italia per le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020: azzurri emozionatissimi

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Le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono sempre più vicine: tra 30 giorni inizia lo show della rassegna a cinque cerchi, che si sarebbe dovuta disputare lo scorso anno ma che è stata rinviata a causa della pandemia di Covid.

Emozioni uniche e speciali oggi a Roma, dove il Presidente Mattarella ha consegnato il tricolore ai quattro portabandiera azzurri, Jessica Rossi, Elia Viviani, Bebe Vio e Federico Morlacchi. Un momento davvero intenso e commovente, con gli atleti che non hanno nascosto un velo di commozione nelle loro parole dopo aver ricevuto il tricolore italiano.

Mi avete conosciuto a Londra come la ragazza di ghiaccio che non si scompose a 20 anni davanti a una medaglia olimpica. Mi veniva facile e mi sembrava quasi scontato ottenere quel risultato. Da allora sono passati 9 anni tra alti e bassi. Ci sono stati momenti di buio in cui sembrava tutto difficile, altri in cui ho pensato di mollare. Ma non l’ho fatto. Ed è per questo che oggi sono qua. Quando il presidente Malagò mi ha chiamato sono scoppiata di gioia, per un sogno che vale molto di più di una gioia olimpica. Sono orgogliosa di me perché non mi sono mai fermata e non ho paura di mostrare le mie emozioni. Sarà la stessa emozione che mi accompagnerà il 23 luglio quando porterò la bandiera con Elia. Rappresenta l’Italia che non ha mai mollato, con pazienza e sacrificio, e sono gli ingredienti che servono per avere successo nella vita e nello sport. Abbiamo affrontato una sfida inimmaginabile e la stiamo vincendo, così come cercheremo di fare noi ai Giochi“, queste le parole di Jessica Rossi, con la voce tremante dall’emozione.

L’emozione che ho provato quando mi è stato comunicato di essere l’alfiere dell’Italia ai Giochi Olimpici di Tokyo è stata incredibile, un senso di leggerezza. Ero in bici e non sentivo più la fatica. Sognavo questo ruolo dopo aver percorso km e km e aver vinto l’oro a Rio. Porterò questa gioia per sempre. Ho rappresentato molte volte il Paese indossando la maglia azzurra, ma questa volta lo farò portando la bandiera. Abbiamo voglia di mostrare tutti noi i valori italiani, con ancora maggiore determinazione dopo aver affrontato la pandemia. Affronteremo il più grande evento sportivo al mondo con le più grandi ambizioni e con il massimo orgoglio“, ha aggiunto poi Elia Viviani.

Sempre allegra e con gli occhi pieni di gioia e di vita, a anche commossa ed emozionata, è stata poi Bebe Vio a raccontare le sue emozioni, citando anche Alex Zanardi, che tutti gli atleti italiani porteranno con sè alle prossime Olimpiadi: “Sono molto emozionata. Questa bandiera rappresenta un onore immenso, qualcosa di magico. È la bellezza del nostro Paese e la fortuna di farne parte, la squadra pazzesca che abbiamo dimostrato di essere in questi anni. Rappresenta la maglia azzurra che ho avuto a 14 anni, l’inno di Mameli che è la mia ‘canzone’ preferita e mi fa piangere ogni volta. Per me rappresenta Alex perché la prima paralimpiade l’ho fatta con lui ed è stato stupendo. Rappresenta le medaglie del passato, il sogno di una bambina e il desiderio di chi in futuro sarà qui al posto mio. Potervi rappresentare sarà l’emozione più grande della mia vita“.

Grazie Presidente per averci accolto in quella che noi consideriamo come casa nostra. Diventare Portabandiera è un onore, ma anche una responsabilità perché vuol dire essere la guida di tutti gli atleti. L’Olimpiade è l’evento più bello, ma anche il più facile da sbagliare. La speranza illumina le nostre vie. Con questa frase è iniziato il percorso, ma ricordo che la speranza senza la memoria non è nulla. Noi atleti andremo a Tokyo per dedicare ogni gesto a tutte le persone che in questi 16 mesi di vita hanno perso la vita o hanno rischiato di perderla, a chi ha lottato per salvare più vite possibile. Noi abbiamo il dovere, tramite lo sport, di far ripartire il mondo e io sono sicuro che Tokyo rappresenterà un nuovo inizio“, ha concluso Federico Morlacchi.