Juventus-Inter, Chiellini mette le cose in chiaro: “niente pasillo d’onore? Nessuno lo ha mai fatto a noi”

Giorgio Chiellini ha parlato di Juventus-Inter e del mancato pasillo d'onore, sottolineando come nessuno lo abbia fatto in passato ai bianconeri

Vittoria doveva essere e vittoria è stata per la Juventus, che ha sconfitto l’Inter nel derby d’Italia e ha mantenuto vive le speranze di arpionare un posto nella prossima Champions League.

Cuadrado
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I bianconeri dovranno attendere i risultati di Napoli e Milan, ma intanto si godono il quarto posto momentaneo ottenuto grazie al successo sui campioni d’Italia. Una partita difficile e complicata, commentata da Giorgio Chiellini in maniera piuttosto analitica: “non posso dire quello che penso. Ognuno in campo vede le cose diversamente, noi dobbiamo pensare alle tante cose buone e ad altre meno buone fatte in campo. Importante, difficile, contro i più forti d’Italia come l’Inter ha dimostrato quest’anno e ha confermato di essere stasera una grandissima squadra. Siamo stati squadra come non siamo riusciti tutto l’anno, il risultato ci ha premiato“.

Pasillo d’onore

Giorgio Chiellini ha voluto chiarire poi il motivo per il quale la Juventus non ha concesso il pasillo d’onore all’Inter: “i complimenti li abbiamo fatti ai giocatori dell’Inter uno per uno negli spogliatoi perché se lo meritano. È un discorso che abbiamo affrontato e ci tenevamo comunque a fare i complimenti. Ci sembrava un po’ esagerato il resto, anche perché poi negli altri anni non è stato fatto nemmeno a noi. Però è giusto complimentarsi, secondo me l’abbiamo fatto anche nel modo più corretto, senza farlo vedere troppo agli altri, ma con la sostanza giusta. Ma giusto per chiudere i discorso“.

Il rapporto con Pirlo

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Chiellini poi si è soffermato sul rapporto con Andrea Pirlo, allenatore molto bistrattato dalla stampa nel corso dell’anno: “è sempre stato buono, nel rispetto dei ruoli. Non ci siamo mai permessi di entrare nelle scelte del mister, l’abbiamo sempre rispettato come allenatore. Non si può avere lo stesso rapporto che c’era fino a un anno fa: da parte nostra abbiamo fatto volutamente un passo indietro, ma gli abbiamo dato l’anima come sempre in tutto e per tutto, senza mai metterlo in difficoltà né prevaricare il suo ruolo. Le gerarchie ci devono essere. Siamo a disposizione come con tutti gli altri allenatori. Il suo futuro? Fra qualche anno spero di potervi rispondere da dirigente, ma oggi sono ancora giocatore“.