Le meduse di Ostia e le mante messicane, Martina Grimaldi tra famiglia e… ori ‘inattesi’: “diventare mamma un’emozione, ma non lascio il nuoto”

Martina Grimaldi ha raccontato ai microfoni di SportFair le sue emozioni per l'imminente arrivo di due gemelli, promettendo di tornare presto in acqua

Fatica e sudore. Elementi imprescindibili per farsi strada nel nuoto di fondo, dove il sacrificio è direttamente proporzionale alla soddisfazione per ogni risultato raggiunto. Martina Grimaldi ne ha tagliati tanti di traguardi importanti nella propria carriera, primo tra tutti il bronzo conquistato nella 10 km di Londra 2012.

Martina Grimaldi
Foto di Tim Brakemeier / Ansa

Una medaglia olimpica che continua a luccicare a distanza di 9 anni, insieme a quelle conquistate in giro per il mondo da Shanghai a Barcellona. Risultati esaltanti messi adesso da parte per godersi la vittoria più bella, a settembre infatti Martina Grimaldi darà alla luce due gemelli, realizzando il suo sogno più dolce: quello di formare una famiglia tutta sua. Un’emozione forte che la nuotatrice azzurra ha raccontato ai microfoni di SportFair, rivelando al contempo aneddoti e retroscena di una carriera vissuta sempre a 1000 all’ora.

La tua vita sta per cambiare radicalmente con l’arrivo di due gemelli? Che emozione hai provato quando lo hai scoperto e come stai portando avanti la gravidanza?

Il percorso è molto standard, per ora va tutto bene. Quando ho scoperto che potevano essere due gemelli sono rimasta un po’ spiazzata perché avevo nella mia testa la convinzione che i gemelli fossero ‘ereditari’. Non è però così perché nella nostra generazione non abbiamo casi di gemelli, dunque mentalmente non ero preparata. Quando l’ho realizzato ero molto contenta, anche se un po’ sorpresa. Dovrebbero nascere a metà settembre, ma col fatto che son gemelli potrebbero nascere prima. I nomi? Un po’ li abbiam pensati ma decideremo alla fine“.

I due bimbi ti allontaneranno dal nuoto definitivamente, oppure hai intenzione di riprendere l’attività?

Foto di Maurizio Brambatti / Ansa

Mi piacerebbe poter tornare ad allenarmi e a fare quello che amo, ma prima devo confrontarmi con il Gruppo Sportivo della Polizia di Stato di cui faccio parte. A me piacerebbe tornare anche se sarà difficile farlo ad altissimi livelli, dal momento che avrò i due bimbi piccoli all’inizio. Ho intenzione però di riassaporare le emozione provate in acqua. Per adesso mi son presa una pausa, quando sarà il momento ne parlerò con il mio responsabile delle Fiamme Oro e decideremo cosa fare“.

Nella tua carriera ha conquistato tante medaglie importanti, a quale sei più affezionata?

Martina Grimaldi
Foto di Claudio Onorati / Ansa

Ogni medaglia ha una storia a sé, ognuna ha un proprio ricordo e delle proprie emozioni. Come importanza di gara ovviamente sono affezionata a quella olimpica, anche perché era un’Olimpiade con molte pressioni. I ragazzi del nuoto non erano riusciti a conquistare medaglie e i giornalisti avevano riposto molte aspettative sulla squadra del fondo e sulla pallanuoto. Quindi sicuramente quella ha molta importanza, però la medaglia che alla fine mi ha permesso di andare a Londra 2012 è stata quella ai Mondiali di Shanghai del 2011 dove sono arrivata seconda in un contesto differente. Eravamo in 60 a partire e alle Olimpiadi eravamo 25, dunque gli ostacoli da superare erano molti di più“.

A Barcellona 2013 hai conquistato l’oro ‘senza saperlo’, cosa ricordi di quei momenti?

Martina Grimaldi
Foto di Juanjo Martin / Ansa

Venivo dalla 5 km e dalla 10 km non nuotate in maniera impeccabile, quindi i giornalisti avevano iniziato a chiedere se avessimo sbagliato preparazione. Nella 25 km il gruppo era un po’ più scarno, all’arrivo avevo avuto la sensazione di aver toccato davanti ma ero contentissima perché avevo comunque portato a casa un argento nella 25 km, dove non avevo mai ottenuto a livello mondiale un risultato del genere. Durante le interviste post-gara poi ho ricevuto domande particolari che mi hanno lasciata di stucco, essendo convinta di essere arrivata seconda. Una volta scoperto di aver vinto di un decimo, la mia faccia ha tradito sorpresa e stupore dal momento che non avevo visto la correzione perché… ero andata via! Mi hanno detto che ad occhio nudo era palese la mia vittoria, ma se non avessero corretto la decisione la delegazione italiana avrebbe presentato ricorso“.

Qual è il motivo che ti ha spinta a scegliere il mare piuttosto che la piscina?

Martina Grimaldi
Foto di Tim Brakemeier / Ansa

In primis le caratteristiche fisiche, io sulla velocità sono abbastanza scarsa e non ho uno sprint adatto per la vasca. Mi ero lanciata su gare come 800,1500 o 400 misti che sono distanze più pesantine, ma poi fin dalla categoria juniores ho provato le gare in acque libere. Il mare e il lago mi piacciono perché mi permettono di stare in mezzo alla natura, poi c’è molta tattica e ci sono tanti fattori da valutare. Qualcuno ti dà fastidio mentre nuoti, altri ti tirano un piede però in modo non intenzionale, dunque non è semplice rimanere sempre lucidi e stare concentrati sulla gara. E’ come se fossi isolata ma in mezzo ad una bolgia di persone. Incontri particolari? Meduse a Ostia 2009 sicuro, poi in Messico una volta durante un collegiale ci hanno chiesto di partecipare ai campionati messicani in programma in una riserva naturale. In quell’occasione mi è capitato di vedere delle mante , che mi hanno messo un po’ in soggezione perché sono apparse in maniera improvvisa. Quando non sei preparata a fare questi incontri, un po’ ci rimani“.

Gregorio Paltrinieri ha vinto a Budapest la 5 e la 10 km, cosa ne pensi di questo exploit?

Paltrinieri
Foto di Patrick Kraemer / Ansa

Secondo me Greg è uno dei più grandi e sta scrivendo una pagina importante di questo sport, pur avendone già scritte tante. Ha sicuramente un programma ambizioso che comprende vasca e fondo, gli faccio un in bocca al lupo e sono contentissima per lui, perché ci sta mettendo davvero tanto impegno. Il suo obiettivo era quello di fare molta più esperienza in mare in vista di Tokyo, ma essendo poche le gare a disposizione deve fare di necessità virtù. Pronostici in vista dei Giochi? Sono molto scaramantica, sicuramente gli azzurri in gara venderanno cara la pelle e sono sicura che ce la metteranno tutta“.

Cosa vedi nel tuo futuro, ti stuzzicherebbe un’esperienza in tv al pari di Federica Pellegrini?

federica pellegrini
Foto di Patrick B. Kraemer/ Ansa

Non ho ancora pensato al futuro, mi piacerebbe rimanere nell’ambito del nuoto come allenatrice e trasferire la mia esperienza ai più piccoli, soprattutto nel fondo. Dovrò valutare tutto con le Fiamme Oro, poi quando chiuderò la mia carriera non abbandonerò la mia seconda famiglia che è la Polizia di Stato, magari uscirò dal Gruppo Sportivo e farò parte solo del Corpo. Tutto questo però è in divenire, uno dei miei sogni era quello di divertirmi nel nuoto e portare a casa risultati che speravo, oltre a quello di farmi una famiglia. Direi di averli realizzati entrambi“.