Inter-Conte, la sorprendente clausola inserita nell’accordo di risoluzione: c’è un patto… anti-Serie A

L'Inter e Antonio Conte hanno inserito nel contratto di risoluzione una clausola secondo cui l'allenatore perderebbe parte della buonuscita se dovesse allenare in Serie A nella prossima stagione

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L’addio tra l’Inter e Antonio Conte si è consumato ufficialmente nella giornata di mercoledì 26 maggio, quando il club nerazzurro ha confermato con una nota la firma dell’accordo di risoluzione consensuale.

Antonio Conte
Foto di Angelo Carconi / Ansa

Un divorzio arrivato per volontà dell’allenatore campione d’Italia, restio ad accettare il piano di ridimensionamento economico prospettatogli dal presidente Zhang Jr subito dopo la vittoria dello Scudetto. Per questo motivo, Conte ha scelto di rinunciare all’ultimo anno di contratto in cui avrebbe guadagnato 12 milioni di euro, accettando una buonuscita di 6,5 milioni di euro più bonus.

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Inter-Conte, la clausola dell’accordo di risoluzione

Antonio Conte
Foto di Matteo Bazzi / Ansa

Una buonuscita, quella strappata da Antonio Conte con l’accordo di risoluzione, che potrebbe però ridursi nel caso in cui l’allenatore pugliese troverà una squadra italiana entro i prossimi mesi. Una clausola particolare, definita più che altro come una promessa, con cui Conte ha accettato di rinunciare a parte dei 6,5 milioni di buonuscita nel caso in cui trovasse una società in Italia disposta a metterlo subito sotto contratto. Se invece l’allenatore campione d’Italia dovesse accasarsi in un club di Serie A nel gennaio 2022, in quel caso la buonuscita andrà pagata in forma integrale.