Vendeva cibo per strada e ha rischiato la paralisi, ora è campione UFC dei pesi leggeri: Charles Oliveira, l’erede di Khabib

Charles Oliveira è il nuovo campione del mondo UFC dei pesi leggeri, il brasiliano ha sconfitto Michael Chandler e si è preso la cintura che è stata di Khabib

Diciannove secondi. Tanto è durato il match per assegnare il titolo di campione del mondo UFC dei pesi leggeri, cintura lasciata vacante dalla leggenda Khabib Nurmagomedov lo scorso ottobre. A prendersela ci ha pensato Charles Oliveira, annientando in men che non si dica il suo avversario Michael Chandler, all-american nella lotta olimpica in Ncaa.

Un combattimento senza storia, durato la miseria di 19 secondi, ossia quelli serviti al brasiliano per mettere ko il suo sfidante. Asso del Jiu-Jitsu, Oliveira ha saputo cogliere l’occasione della sua vita all’età di 31 anni, centrando la nona vittoria consecutiva che rappresenta al momento la più importante della carriera. Decisivi i due ganci destri rifilati a Chandler a inizio combattimento, un uno-due terribile che ha permesso a Oliveira di portare l’avversario contro la gabbia per poi metterlo ko in pochi secondi.

Chi è Charles Oliveira

Il nuovo campione del mondo UFC dei pesi leggeri è un uomo che sa cosa sia la sofferenza, essendo nato nella favela di Guaruja nello stato di San Paolo in Brasile, luogo caratterizzato dalla più profonda povertà in cui le case di legno sono collegate da passerelle traballanti sul fiume. Per vivere Oliveira vendeva cibo per strada da bambino, prima di rischiare la paralisi per una febbre reumatica con complicazioni cardiache. Per fortuna, una cura particolare gli ha permesso di riprendersi e di iniziare a combattere, diventando oggi il nuovo campione del mondo UFC dei pesi leggeri.

La sfida a McGregor

conor mcgregor
Foto di Armando Arorizo/ Epa/ Ansa

Nonostante abbia vinto il titolo da poche ore, Charles Oliveira ha già incassato il guanto di sfida di Conor McGregor, ma il brasiliano non è caduto nella provocazione dell’irlandese: “si preoccupi di Poirier. Visto che è un duro lo batta, poi venga in Brasile e solo a quel punto lo butterò giù. Lui è un altro di quelli che parlano tanto… Ma anche se dovesse vincere Poirier, no problem. Queste cose le lascio al mio manager“.

 

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