‘Speravo de morì prima’, Gianmarco Tognazzi incredulo: “mi insultano per aver fatto ritirare Totti”

Gianmarco Tognazzi, che ha interpretato Spalletti nella serie 'Speravo de morì prima', ha rivelato come molte persone lo abbiano insultato sui social

Speravo de morì prima‘ non ha tradito le attese, la serie di Sky su Francesco Totti ha incollato alla tv milioni di telespettatori, curiosi di scoprire i retroscena degli ultimi anni di carriera dell’ex capitano della Roma, interpretato da Pietro Castellitto. Se quest’ultimo ha ricevuto per lo più elogi, lo stesso non si può dire per Gianmarco Tognazzi, bersagliato di insulti per l’interpretazione di Luciano Spalletti. L’attore ha espresso la sua rabbia nel corso di un’intervista con la rivista Di Più Tv, sottolineando come molta gente non abbia capito la differenza tra l’attore e il personaggio interpretato.

“Non sono il vero Spalletti”

Sembra assurdo da credere, ma Tognazzi ha rivelato come molte persone abbiano attribuito a lui la colpa di aver fatto ritirare Totti: “sono stato riempito di insulti e minacce da gente che non ha capito la differenza tra un attore e il personaggio che interpreta. Ma è mai possibile? Me ne hanno dette di tutti i colori: che io ho costretto Totti a ritirarsi, che me la faranno pagare. Ma non lo capiscono che io non sono il vero Luciano Spalletti? Comunque, in parte me li aspettavo. Sia perché questa serie parla di uno sport molto popolare come il calcio e di un uomo amato come Totti, sia perché è già capitato ad altri attori prima di me di essere scambiati per il personaggio interpretato nella finzione”.

Social pericolosi

Gianmarco Tognazzi poi si è soffermato sul ruolo dei social, ormai utilizzati più per insultare che per condividere: “il proliferare dei social, che pure hanno tanti aspetti positivi, ha abbattuto ogni forma di rispetto nei confronti degli altri. Non c’è più neanche quella minima educazione che si dovrebbe avere quando ci si rivolge a uno sconosciuto, ma si passa direttamente all’insulto. E poi, avverto anche tanta confusione, le persone sono distratte e superficiali, non si fermano neanche a riflettere sul fatto che io nella vita possa essere una persona completamente diversa da quella dei personaggi dei miei film”.