Nadal prende le distanze da Djokovic: “la sua è un’ossessione, ma avere rivali come lui e Roger mi ha aiutato”

Nadal, l'ossessione di Djokovic e l'importanza di aver avuto rivali del calibro di Nole e Federer nella sua carriera

Rafa Nadal non è riuscito a far bene nel torneo ATP Masters 1000 di Monte-Carlo, dove a trionfare, alla fine, è stato un ottimo Tsitsipas, che in finale ha sconfitto il russo Rublev.

Il maiorchino però è già concentrato per i prossimi obiettivi e non ha intenzione di farsi prendere dallo sconforto dopo la delusione di Monte-Carlo.

Foto di Ian Lagsdon/ Ansa

Rafa Nadal, che ha di recente rilasciato un’intervista al quotidiano britannico Metro, ha le idee chiare per quanto riguarda obiettivi e tanto altro, partendo dalla sua nuova collaborazione per la birra Amstel Ultra:  “il mio accordo con Amstel scade nel 2024. Se continuerò a giocare fino ad allora? Non posso prevedere cosa succederà in futuro. Certo, non mi vedo giocare fino a 45 anni, giusto? Ci provo sempre a fare del mio meglio per me stesso, spero di giocare il più a lungo possibile. Come tutti sappiamo, arriverà un giorno in cui non potrò più andare avanti. Sono felice di quello che sto facendo per ora. Mi sto divertendo e spero di avere l’opportunità di continuare a partecipare ai tornei negli anni a venire“.

L’ossessione di Djokovic

nadal djokovic
Foto di Yoan Valat/ Ansa

Nadal si è poi soffermato sul sogno di Djokovic, di diventare il tennista con il maggio numero di Slam vinti nella storia: “mi piace quello che faccio. Sono felice di giocare a tennis e di aver giocato di nuovo a Monte Carlo in un grande torneo e ovviamente voglio vincere di più del Grande Slam. Non ci sono dubbi. Ma non sono come Novak, che è più ossessionato da questo, più concentrato, e non lo dico in modo negativo. È più concentrato su quell’obiettivo a causa di ciò che queste cose significano per lui. È come se parlasse sempre di questi tornei e di quanto bene ha fatto. Il mio obiettivo è restare in salute. Ovviamente sono ambizioso, altrimenti non sarei nella posizione in cui mi trovo ma penso di avere un’ambizione diversa da Djokovic. Voglio continuare con quello che sto facendo ed essere in una posizione in cui posso continuare a godermi il circuito e ottenere il più possibile“, ha aggiunto il maiorchino.

L’importanza dei rivali

Nadal si è poi soffermato sull’importanza di avere rivali del calibro di Djokovic e Federer: “quando affronti grandi rivali, questo ti aiuta a farti un’idea di cosa hai bisogno per essere migliore. Ho sempre avuto grandi rivali dall’inizio della mia carriera, prima con Roger e poco dopo con Novak. Li ho sempre avuti: grandi esempi di tennisti che competono per la stessa cosa, e questo ti aiuta. Ma voglio anche pensare, e penso che sia così, che la mia motivazione sia maggiore di quella dei giocatori che ho affrontato. Gioco per me stesso , per la mia squadra, i miei tifosi, la mia famiglia. Non per i miei rivali. Il mio approccio è che ho sempre voluto essere un tennista migliore perché capisco lo sport in quel modo. Capisco che lo sport consiste nell’allenarsi ogni giorno con l’obiettivo di migliorare qualcosa, di essere migliore. Non perché ho bisogno di essere migliore perché affronto Roger o Novak. È l’unico modo in cui capisco lo sport e avere questi giocatori davanti a te ti aiuta a farti un’idea di cosa hai bisogno per migliorare“.