Morte Massimo Cuttitta, lo strazio del gemello Marcello: “in pochi giorni ho perso lui e la mamma”

La morte di Massimo Cuttitta è arrivata insieme a quella della madre, una situazione tremenda raccontata dal gemello dell'ex pilota della Nazionale di rugby

Una perdita pesantissima per il mondo del rugby e, in generale, per tutto lo sport italiano. Un uomo tutto d’un pezzo, capace di declinare importanti proposte lavorative per stare vicino alla propria madre, rendendole in parte ciò che lei aveva sacrificato per dare un futuro ai suoi figli. Massimo Cuttitta era fatto così, campione nella vita ma anche in campo, dove aveva collezionato ben 70 presente con la maglia della Nazionale italiana di rugby.

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Maledetto Covid

Foto di Filippo Monteforte/ Interno/ Ansa

Lo ha stroncato il Covid, insieme alla sua cara mamma, nonostante quest’ultima fosse stata vaccinata. Oggi i funerali a Lavinio, in provincia di Roma, alla presenza dei fratelli di Massimo, Michele e Marcello, quest’ultimo gemello della vittima: “l’ultima immagine che io e nostro fratello Michele abbiamo di Massimo è quella che abbiamo visto attraverso lo schermo di un tablet dell’ospedale” le parole di Marcello al Corriere della Sera. “Dovevamo convincerlo ad affidarsi ai medici, aveva deciso di non farsi intubare, ma la situazione stava precipitando. Quando ci ha detto di preoccuparci solo della mamma e ha alzato un dito in segno di assenso prima di entrare in terapia intensiva, ho capito una volta di più che lui era il fratello, il figlio e il capitano che ognuno vorrebbe avere vicino a sé“.

L’addio

cuttittaUn vita trascorsa in simbiosi, con Marcello che non ha mai lasciato da solo Massimo, nemmeno in Nazionale dove hanno giocato insieme: uno come pilone e capitano, l’altro ala e realizzatore: “Massimo negli ultimi tempi aveva rinunciato a proposte di collaborazione con le migliori squadre del mondo, lo avevano cercato in Sudafrica, Irlanda, Australia” le parole di Marcello. “Dopo la morte di papà però aveva deciso di stare vicino alla mamma e non poteva permettersi di stare lontano da casa a lungo: ‘ci ha dato tanto, mi diceva, adesso è giusto che le rendiamo qualcosa’. Ci sentivamo quattro volte al giorno nell’ultimo mese, era felice perché era riuscito a far vaccinare la mamma. Poi cosa sia successo non è spiegabile, la mamma positiva e subito dopo lui. Sono entrati in ospedale ad Albano Laziale insieme, i medici hanno fatto tutto il possibile, ma non sono più usciti. È proprio vero, pensavamo con una testa sola. Adesso dovrò imparare a farlo da solo“.