Juventus-Allegri, la minestra riscaldata non è la soluzione

La Juventus potrebbe riaffidare la panchina ad Allegri dando il benservito a Pirlo, una soluzione che non risolverebbe però i problemi del club bianconero

Juventus-Napoli potrebbe far partire la rivoluzione in casa Juventus, un eventuale tracollo bianconero al cospetto della squadra di Gattuso darebbe il via ad un cambiamento epocale che avrebbe come primo capro espiatorio ovviamente Andrea Pirlo.

Pirlo
Foto di Estela Silva / Ansa

Il destino del ‘Maestro‘ dipende da uno dei suoi più vecchi amici, che con lui ha condiviso anni e successi in campo con la maglia del Milan, prima di separarsi e prendere strade parallele. Adesso, quelle vie potrebbero incrociarsi in maniera fragorosa, scatenando una concatenazione di eventi che allontanerebbero Andrea Pirlo dalla panchina della Juventus.

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Tentazione Allegri

Allegri
Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

La prima scelta della società campione d’Italia in caso di esonero di Pirlo potrebbe essere Massimiliano Allegri, fermo ormai da quasi due anni dopo la separazione consensuale avvenuta con il club bianconero. Il pericolo di non entrare nelle prima quattro, dunque non qualificandosi per la prossima Champions, ha fatto scattare un grosso campanello d’allarme in casa Juve, con il presidente Agnelli che ha incontrato nelle scorse ore proprio Allegri a Forte dei Marmi per parlare di calcio e di futuro. Niente accordi o promesse, solo un pour parler con l’obiettivo di tastare le ambizioni dell’allenatore toscano, che difficilmente declinerebbe l’eventuale offerta di sedersi nuovamente sulla panchina della Juventus.

Minestra riscaldata

Allegri
Foto di Andrea Di Marco / Ansa

Il ritorno di Allegri alla Juventus rappresenta una grossa incognita. In primis perché la squadra a sua disposizione non è più quella di qualche anno fa, dal momento che tutti i giocatori vicini a Max sono stati esautorati prima da Sarri e poi da Pirlo. I vari Matuidi, Emre Can e Khedira non fanno più parte della rosa della Juventus, avendo lasciato il posto a Ramsey, Rabiot e Arthur che non rappresentano il modo di giocare di Allegri. Il problema della Juventus non è tuttavia il manico, nonostante tutti i limiti di Andrea Pirlo dettati dall’inesperienza, ma l’ossatura di una rosa costruita secondo criteri confusi e illogici. La scarsa propensione al sacrificio e i continui errori in fase di impostazione non dipendono da dettami tattici, ma fanno riferimento a lacune tecniche che Pirlo non è riuscito a colmare. La soluzione è Allegri? Per modificare lo spirito della squadra forse sì, ma per risolvere quegli errori tecnici servono altri tipi di giocatori che Cristiano Ronaldo, in tempi non sospetti, ha preteso per garantire la propria permanenza a Torino.

Eventuali sostituti

Mancini
Foto di Toms Kalnins / Ansa

Il nome di Massimiliano Allegri non è comunque l’unico finito sul taccuino di Agnelli, ce ne sono altri che stuzzicano e non poco l’appetito della dirigenza bianconera. In primis Zinedine Zidane che, oltre al passato juventino, reca con sé un grosso bagaglio di vittorie un’aura di vincente certificata dai successi in Champions League con il Real Madrid. Accanto al francese c’è il nome di Luciano Spalletti, che sa come si guida un gruppo di campioni, oltre a Roberto Mancini che potrebbe dire basta con la Nazionale dopo l’Europeo per tornare a guidare un club. Ipotesi sul tavolo ma niente di più, con il nome di Allegri che comunque resta al momento in cima alla lista bianconera. Una minestra riscaldata che non serve però alla Juventus: il passato insegna e il presidente Agnelli dovrebbe saperlo.