Vaccino ai calciatori di Serie A: la proposta del prof. Bassetti ha un senso che non tutti colgono

La proposta di somministrare il vaccino ai calciatori di Serie A ha attirato critiche nei confronti del prof. Bassetti, ma la sua richiesta ha un senso ben preciso

Una proposta che ha suscitato polemiche, un post social che ha attirato critiche e accuse. Il prof. Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, è finito nell’occhio del ciclone per la sua proposta di vaccinare i calciatori di Serie A, arrivata poco prima della notizia del rinvio di Lazio-Torino per la mancata presentazione dei granata causa Covid.

Ronaldo
Foto di Filippo Venezia / Ansa

Un post pubblicato sui social che ha scatenato un polverone, spingendo la maggior parte dei followers di Bassetti a puntargli il dito contro in segno di accusa. Eppure, la tesi dell’infettivologo è tutt’altro che campata in aria, come dimostrano le parole usate nel suo post Instagram.

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Il pensiero di Matteo Bassetti

Bassetti
Foto Instagram Bassetti

In un post pubblicato sul proprio account, Matteo Bassetti ha presentato la sua proposta: “vacciniamo tutti i giocatori di serie A ( che sono meno di 600…) quando ci saranno le dosi. Penso che adottare questa soluzione sia intelligente per tre motivi. Eviterebbe cluster che poi possono avere ripercussioni con il mondo che circonda ogni calciatore, si escluderebbero problemi al campionato con il rischio di rinvio di partite o peggio di interruzioni del campionato e si darebbe un segnale preciso agli scettici, cioè coloro che hanno dubbi sul vaccinarsi, con un esempio dato da chi ha un grande potere comunicativo e una profonda influenza su uno sterminato numero di persone. Faccio un esempio: se si vaccinasse Cristiano Ronaldo un campione assoluto e amatissimo, chissà quanti tifosi seguirebbero l’esempio… ovviamente la priorità restano gli anziani e i fragili in prima battuta, ma per fare tutto questo occorrono molti vaccini“.

La tesi di Bassetti

Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Immediate le critiche nei confronti dell’infettivologo, arrivate soprattutto da persone che si sono fermate solo in superficie, senza andare a sviscerare il senso del post di Matteo Bassetti. L’intento di vaccinare i giocatori di Serie A non è solo quello di far sì che tutte le partite vengano giocate, ma soprattutto quello di spingere i tifosi a emulare il proprio idolo, situazione che potrebbe avvenire anche nella vaccinazione. Sono tantissimi ancora gli scettici che confermano tutt’oggi di non voler ricevere la dose anti-Covid, modo di pensare che potrebbe cambiare nel caso in cui fosse il proprio calciatore preferito a vaccinarsi. Difficile da credere? Invece no, perché l’industria del calcio si fonda proprio sui tifosi e sul loro amore verso squadre e calciatori: questo è il motore di un mondo che, senza il pubblico, ha perso gran parte dei propri introiti e del proprio seguito. La gente ama seguire i propri idoli e molti si vaccinerebbero se dovesse farlo per esempio Cristiano Ronaldo: per questo motivo la tesi di Matteo Bassetti è tutt’altro che campata in aria.

Le critiche e la replica

Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Le numerose critiche ricevute, hanno comunque spinto Matteo Bassetti a fare una piccola retromarcia, spiegando come gli anziani e le persone a rischio restino pazienti prioritari, ma vaccinare i calciatori avrebbe un senso diverso e più ampio. Questo il contenuto dell’ultimo post dell’infettivologo: come tutti sanno sostengo da tempo la vaccinazione per il covid con priorità per anziani, immunodepressi, fragili, disabili, operatori sanitari e di pubblica utilità, oltre che per il mondo della scuola e dell’Università. Per fare questo abbiamo bisogno di più vaccini di quelli che fino ad oggi sono stati disponibili. La mia proposta di vaccinare i giocatori di serie A, che sono in tutto 555, voleva essere un messaggio per chi è ancora scettico ( e ahimè sono tanti) e utile per evitare molti problemi di contagio nelle squadre che sono all’ordine del giorno. Quindi mi spiace aver urtato la sensibilità di chi giustamente sta aspettando il vaccino da chi avrebbe già dovuto fornirglielo. Chiunque ha diritto al vaccino a ogni età e situazione e io mi sto battendo per questo. Solo vaccinandoci tutti potremo vincere la battaglia“.