Quali sono le regole del salto in alto? Tentativi a disposizione ed eliminazioni: tutto quello che c’è da sapere

Salto in alto: quando è nato e quali sono le regole di questo affascinante sport? Tutto quello che c'è da sapere a poche ore dall'esordio di Gianmarco Tamberi agli Europei Indoor di Torun 2021

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Iniziano oggi gli Europei indoor di atletica di Torun 2021. In Polonia lo spettacolo è assicurato con gli atleti di tutta Europa che si sfidano per andare a caccia del podio e delle medaglie più preziose.

Oggi scenderà in pista già Gianmarco Tamberi, per le qualificazioni della gara di salto in alto maschile, le cui finali saranno poi domenica mattina. Ma come e quando è nato questo sport così affascinante, che, come il basket, eleva gli atleti al cielo, facendoli volare ad altezze inimmaginabili per l’uomo ‘comune’? E quali sono le sue regole?

La storia del salto in alto

Foto di Kimimasa Mayama/ Ansa

La prima gara documentata di salto in alto, anche se si pensa che questa disciplina fosse già praticata nei Giochi olimpici antichi, fu in Scozia all’inizio del XIX secolo e bastò un salto di 1,67 per la vittoria. Un salto decisamente basso se paragonato ai salti che siamo abituati a vedere nelle gare moderne.

Il salto in alto ‘antico’ era però molto differente da quello attuale: gli atleti, infatti effettuava un salto a ‘forbice’. Un gesto che ricorda un po’ gli atleti della corsa ad ostacoli: i saltatori si accostavano in diagonale all’asticella per passare prima una gamba, la più vicina all’asta, e poi l’altra, facendo quindi una sforbiciata.

Tante furono le evoluzioni della tecnica del salto in alto: da quella di Sweeney, che stende la schiena in orizzontale sull’asticella, a quella di Horine, che fa lo stacco con la gamba interna mentre quella esterna va verso l’alto per mandare il corpo oltre l’asta.

Fu però Dick Fosbury, all’Università statale dell’Oregon, a dare la vera svolta e portare il salto in alto nel nuovo secolo. Il vecchio salto ventrale subì una modifica, una rotazione: grazie al materassino di atterraggio più soffice e alto, Fosbury superò l’asticella con testa e spalle e successivamente con la schiena arcuata. Questo movimento era impensabile in passato poichè si atterrava sulla sabbia.

Dalla vittoria di Fosbury ai Giochi Olimpici di Città del Messico nel 1968 la sua tecnica si diffuse in tutto il mondo, diventando la più comune e usata, fino ai tempi d’oggi.

Le regole del salto in alto

Giuseppe Fama

Tentativi, tocchi, eliminazioni: quali sono le regole del salto in alto? L’asticella in gara parte da un’altezza base e viene piano piano alzata in ogni ‘manche’, di 2, 3 o 5 cm, delle volte anche solo di un cm quando l’atleta tenta di stabilire un nuovo record.

E’ l’atleta a decidere a quale altezza entrare in gara e una volta effettuato il primo salto non sarà possibile per nessuno entrare ad una misura inferiore.

Come va effettuato il salto?

Il salto deve essere fatto con un solo piede: nel caso in cui l’ultimo tocco sul suolo è fatto con entrambi i piedi allora il salto è considerato nullo.

Quanto tempo ha a disposizione ogni atleta?

Una volta che un atleta viene chiamato, avrà a disposizione 60 secondi di tempo per effettuare il salto. Una volta che gli atleti in gara rimangono 2-3 allora il tempo a disposizione aumenterà: saranno 90 i secondi a disposizione, che diventeranno 3 minuti quando rimane un solo atleta.

Quando un salto è da considerare nullo?

Sono diversi i casi in cui un salto può essere considerato nullo. In primis bisogna accertarsi che nel momento di stacco l’atleta si sia dato la spinta con un piede solo. Se, infatti, l’ultimo ‘tocco’ sul suolo è fatto con entrambi i piedi il salto è considerato nullo.

Il salto è considerato nullo, ovviamente, quando l’asticella cade, a meno che i giudici non reputano che questa sia caduta per motivi ‘esterni’ come ad esempio il vento.

Nel 2016-17, è stata introdotta una nuova regola, secondo la quale un salto è nullo anche se l’atleta, nella rincorsa, tocca l’asticella o l’immaginario piano verticale posto tra i ritti e poi non effettua il salto. Se invece l’atleta non supera il piano verticale tra i ritti, può ripetere il tentativo.

Il salto, inoltre, viene considerato nullo, se qualcosa non va nella ricorsa, ma tocca comunque il materasso. Una volta toccato il materasso, anche con le mani, senza aver ‘spiccato il volo’, al termine di una rincorsa non andata a buon fine, non è possibile tentare di effettuare nuovamente il salto, che viene considerato nullo.

Foto di Stephanie Leccoq/ Ansa

Infine esiste un ultimo caso di salto nullo: se l’asticella viene sfiorata, l’atleta, dopo essere atterrato sul materasso deve essere bravo a scendere il più veloce possibile, perchè se l’asticella, traballante, cade mentre lui/lei si trova ancora sul materasso, il salto viene considerato nullo. Se invece l’asticella cade quando l’atleta è sceso dal materasso allora il salto è considerato valido.

Quando un atleta viene eliminato dalla gara?

salto in alto
Foto di Giuseppe Fama/ Ansa

Le gare di salto in alto sono gare ad eliminazione. Vince chi riesce a saltare più alto, ma non è possibile provare all’infinito. Sono 3 i tentativi che ogni atleta ha a disposizione per provare ad effettuare il salto superando l’asticella senza farla cadere. Se nessuno dei tre tentativi va a buon fine allora l’atleta è eliminato.

Cosa succede in caso di parità?

Può succedere che una gara finisca in parità, ma bisogna decretare un solo vincitore, quindi gli atleti dovranno fare uno spareggio, al termine del quale vince chi fa meno errori all’altezza massima raggiunta. Se anche dopo questo spareggio la sfida termina in parità allora si effettueranno altri salti, gli jump-off.

Attrezzatura

Foto di Matthias Hangst / POOL/ Ansa

All’atleta non serve altro che il suo corpo e le sue abilità, ma per poter disputare le gare di salto in alto serve un materasso molle di gommapiuma, che consentirà un atterraggio sicuro, che si trova al di là dell’asticella, fatta in plastica rinforzata con vetro o altro materiale non metallo. L’asticella è lunga circa 4 metri e ha due punti di appoggio semicircolari con una superficie piatta alle estremità.