A cena con Ronaldo, le verità di Pinsoglio: “paga sempre lui, ma lasagne e cannelloni sono vietati”

Carlo Pinsoglio ha parlato del suo rapporto con Cristiano Ronaldo, rivelando come a cena paghi sempre CR7 ma non vuole che si ordinino lasagne o cannelloni

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Il suo ruolo è marginale, ma comunque importante all’interno dello spogliatoio. Le presenze in campo restano sempre pochissime, ma il peso specifico di Carlo Pinsoglio all’interno del mondo Juventus è tutt’altro che insignificante.

Il terzo portiere bianconero ha il suo bel da fare soprattutto durante gli allenamenti, nei quali il sacrificio e il sudore sono due componenti che non mancano mai. Nel corso del tempo le sue responsabilità sono cambiate, in particolare nei confronti della squadra e dei suoi compagni, che lo vedono adesso come un punto di riferimento: “il mio è un ruolo particolare, una volta era marginale, poco importante, ora invece devi stare dietro a tante cose, fai molto più parte della squadra” le parole di Pinsoglio durante la diretta sul canale Twitch de ‘Gli Autogol’. “Durante l’allenamento sono a disposizione a 360 gradi per la squadra, in partita incito tutti. Penso di essere apprezzato per come sono e per quello che faccio“.

L’amicizia con Ronaldo

Negli ultimi anni, Carlo Pinsoglio ha legato molto con Cristiano Ronaldo, diventando uno dei suoi più intimi amici. Cene condivise e rapporto sempre più stretto tra i due, come rivelato dallo stesso portiere della Juventus: “siamo molto amici. Ci siamo conosciuti al campo durante gli allenamenti. All’inizio avevo un timore reverenziale, poi invece ho scoperto un ragazzo gentile. Io ho un modo di fare molto scherzoso, quindi tra i tiri e le sfide in allenamento e qualche battuta abbiamo legato. È un ragazzo piacevole e generoso, quando usciamo a cena paga sempre lui! Con lui non si mangiano lasagne e cannelloni, si rispetta una dieta ferrea, però allo stesso tavolo ci divertiamo“.

Musica

Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Da Ronaldo al rapporto con gli altri compagni, con cui Pinsoglio ha instaurato un legame che va oltre l’aspetto sportivo: “siamo uno spogliatoio capace di essere caldissimi, ma concentrati. Di solito mettiamo un po’ di musica anche se è in palestra durante gli allenamenti dove ci scateniamo di più. Chi prima arriva può decidere il genere musicale. Rap, pop reggaeton, l’unica cosa è non far arrivare Demiral per primo perché l’unica canzone che mette è Eyes of the tiger, la colonna sonora di Rocky e non ne possiamo più”. Immancabile un pensiero su Gigi Buffon: “Abbiamo un modo di fare simile, soprattutto nello spogliatoio e in panchina. Accumuliamo tutta l’adrenalina e per scaricarla facciamo fatica, così lui ogni tanto si alza e va a fare un giro, io invece mi agito un po’ di più sul posto“.