L’UCI rovina il ciclismo, vietata la posizione ‘alla Froome’: la sicurezza non si migliora così

L'UCI è pronta a varare nuove norme in tema di sicurezza limitando le posture dei corridori in bici, in particolare quella resa famosa da Chris Froome in discesa

Il ciclismo si prepara ad una vera e propria rivoluzione, che inizierà a partire dal primo giorno di aprile. Nessuno scherzo, come si potrebbe pensare legandosi al tradizionale ‘Pesce’, ma un drastico cambio di rotta da parte dell’UCI riguardo il tema della sicurezza, con l’introduzione di nuove norme che andranno a limitare la ‘libertà’ sulla bici del corridore, vietando determinate posizioni che hanno fatto la storia di questo sport.

Ciclismo
Foto di Luca Bettini / Ansa

Le prime gare in cui queste nuove disposizioni entreranno in vigore saranno il Gp Indurain, che si svolgerà in Spagna nella giornata di sabato, e il Giro delle Fiandre che si terrà domenica di Pasqua. Il motivo relativo all’introduzione di queste nuove norme è stato spiegato dall’UCI, con una nota chiara e precisa: “per aiutare ad assicurare la sicurezza di tutti in gara, gli atleti in ogni momento devono essere in totale controllo della bicicletta, e allo stesso tempo devono essere un esempio ai ciclisti meno esperti“.

Addio alla ‘posizione Froome’

Ciclismo, 111a edizione della Milano – Sanremo

Le novità principali, come anticipato, riguardano la posizione che i corridori potranno tenere in bici. L’UCI ha sottolineato che, per garantire la sicurezza degli atleti, dovrà essere seguito alla lettera l’articolo 1.3.008 che “richiede che gli unici punti di supporto siano i piedi sui pedali, le mani sul manubrio e il posteriore sulla sella“. Vietate dunque a partire dall’1 di aprile le altre posizioni, come per esempio quella che prevede gli avambracci appoggiati sul manubrio, oppure quella resa famosa da Froome in discesa e chiamata ‘super tuck’. Questa consiste nell’appoggiare il sedere sulla canna della bici, sporgendo il busto oltre il manubrio per spostare il peso sulla parte anteriore della bici e darle più velocità in discesa. Una posizione che non si vedrà più in gara, come stabilito dal nuovo regolamento UCI.

Le sanzioni

tirreno adriatico
Foto di Roberto Bettini/ Ansa

Nel caso in cui i corridori non dovessero rispettare queste modifiche, scatterebbero pesanti sanzioni già definite dall’UCI: maggiore sarà la competizione e più gravi saranno le penalità inflitte ai ciclisti. Alle Olimpiadi, ai Mondiali e nelle gare del World Tour si va da una multa di 1000 franchi svizzeri (910 euro) fino a 25 punti in meno nel ranking UCI, con l’eliminazione o squalifica dalla gara in caso di violazione grave. La novità riguarda proprio l’esclusione dalla competizione, che potrà avvenire anche a gara in corso, senza attenderne la fine per non falsare il risultato sportivo. Negli eventi meno importanti, ovviamente si riducono multe e punti da scalare al ranking ma non l’esclusione dalla gara, che resta in qualsiasi competizione.

Pareri

Foto di Luca Zennaro / Ansa

Una situazione che ha creato una spaccatura all’interno del gruppo, con Trentin e Gilbert che hanno sposato questo inasprimento delle norme, al contrario di Nibali e Sagan che non hanno nascosto la propria perplessità. Le decisioni dell’UCI hanno aperto una discussione in seno al ciclismo internazionale, nella quale non sono mancate le polemiche e le accuse. E’ giusto limitare lo spettacolo per favorire la sicurezza? Ovviamente sì, ma forse sarebbe stato meglio concentrarsi su altre questioni e non sulla postura dei corridori sulle bici, un elemento che spesso piega le gare a favore di uno o dell’altro atleta. Limitare la capacità di un atleta in sella al proprio mezzo non è la soluzione per aumentare la sicurezza, lo sarebbero delle norme severe riguardanti il pubblico a bordo strada e nel rettilineo finale delle corse, dove spesso accadono terribili incidenti. Giusto rafforzare la sicurezza per i ciclisti, ma è importante che vengano individuate le giuste zone in cui intervenire, per evitare di rovinare uno sport che ha bisogno dell’adrenalina in corsa per rimanere entusiasmante e coinvolgente.