“Ci sono soldi per tutti”, “un povero stronzo rimbambito”: nuove inquietanti intercettazioni sulla morte di Maradona

Emergono nuove inquietanti intercettazioni sulla morte di Maradona: da Luque a Pomargo, i 'fidati' del Pibe che lo hanno tradito

Non c’è pace per Diego Armando Maradona e la sua famiglia. Emergono nuovi sconcertati retroscena nell’indagine sulla morte dell’ex Pibe de Oro, scomparso lo scorso 25 novembre mentre si trovava nella sua casa di Tigre, in Argentina, dove stava trascorrendo la convalescenza dopo l’operazione al cervello.

L’indagine

Gli inquirenti stanno indagando sulla morte di Maradona, che è avvolta attualmente nel mistero. I principali indagati sono il dottor Luque, medico di fiducia dell’ex stella argentina e la Agustina Cosachov, pischiatra di Maradona. La commissione medica nominata dalla magistratura inzierà il suo lavoro per provare a dare risposte ai tanti dubbi legati alla morte dell’ex calciatore argentino il prossimo 8 marzo. Bisogna capire se Maradona è stato trattato nel modo giusto dopo l’intervento alla testa, se ha ricevuto le terapie necessarie e se erano quelle corrette, se è stato accudito nel modo giusto, se l’alloggio affidatogli aveva tutta l’attrezzatura necessaria per aiutarlo nel recupero: questi sono solo alcuni dei punti interrogativi legati al decesso di Maradona ai quali dovrà rispondere la commissione medica, capendo, in primis, quale fosse il vero quadro clinico di Maradona.

Nuove intercettazioni

Gli inquirenti hanno reso note nuove intercettazioni che riguardano ancora una volta il dottor Luque, ma anche Maxi Pomargo, uomo di fiducia di Maradona: “non lasciate che le figlie se lo portino via. Se succede, lo perdiamo. Dobbiamo resistere. Se ce la caviamo stavolta, ci sono soldi per tutti. Te ne devi occupare in prima persona perché da questo dipende il lavoro di tante persone“, aveva affermato proprio l’amico fidato dell’ex calciatore.

Il Dottor Luque, appoggiando le teorie di Pomargo non ha però mostrato qualche perplessità: “comprendo, ci penso io“, con la necessità, però, “che le figlie mettano la faccia al posto mio. Perché se va male, e lo so che andrà male, la colpa ricadrebbe su di me”.

Bisogna tagliargli i rifornimenti“, aveva poi affermato il dottor Luque in una chiacchierata con Matias  Morla. “Non può essere che il frigorifero sembri sempre una distilleria. Sono chiaro? Non può avere continuamente vino, birra, canne, bisogna darci un taglio. Stesso discorso per le pastiglie. Non può prenderle quando gli pare a piacimento“.

Io non posso farci nulla. Non sono io a rifornirlo e non sono nessuno per dirgli cosa debba fare o meno. Io sono il suo avvocato, non sono suo padre“, ha risposto duramente Morla.

Te la faccio breve, è sistematico: si beve due calici di prosecco. Il primo lo regge, con il secondo inizia a dare segnali di cedimento. Dopo ci carica due-tre birre e va al tappeto“, ha riassunto poi il kinesiologo personale di Maradona, Nicolas Taffarel.

Sono le parole di Carlos Ibanez, tra gli indagati, a lasciare sconcertati: “ieri sera una bomba, seratina tranquilla davanti a un film. Ha bevuto una birretta, si è fumato una canna e ha preso le pastiglie prima di andare a dormire. Come un vero lord“, aveva spiegato a Luque. Ma è stato nel giorno del 60° compleanno di Maradona che si è davvero toccato l’apice: “dimmi che può almeno spiccicare una parola“, aveva quasi implorato Luque a Taffarel, senza però ricevere la risposta desiderata, “non hai idea. Non si regge in piedi. Tutta colpa di Matias (Pomargo), che ieri sera l’ha fatto bere e stamattina l’ha svegliato alle 9. È ridotto uno zombie, ma sta comunque per andare (allo stadio). Vedrai, sarà un disastro. Se riuscirà a mettere insieme due parole, sarà un miracolo“.

Non manca infine un accenno su una lite, quella nella quale Maradona avrebbe sbattuto la testa dopo essere caduto: “ci siamo messi a chiacchierare e a bere, a un certo punto non so chi fosse più ubriaco. Beh, succede che iniziamo a urlarci contro, una tipica rissa da sbronzi. Ma mi ha detto cose orribili e non ci ho più visto. Avevo voglia di prenderlo a pugni e vomitargli addosso tutta la sua miseria, dirgli che è un povero str…, solo e rimbambito. Io comunque gliel’ho detto chiaramente: ‘tu saprai di calcio, ma io so di medicina. Se mescoli marijuana, alcool e pastiglie, ci resti secco“, avrebbe affermato Luque a Taffarel.

Un piano strategico e terribile, dunque, per far fuori Diego Armando Maradona? Siamo certi che la verità emergerà presto e i colpevoli pagheranno.