Dalle passerelle di Parigi alla missione in Libano: Nafi Thiam, la star dell’eptathlon che incarna il “nothing is impossible”

Nafi Thiam, la star dell'eptathlon dalla personalità unica e speciale. Tutto sulla campionessa olimpica belga pronta a dare spettacolo agli Europei indoor di Torun 2021

Quello di Nafissatou Thiam, detta Nafi, è un nome che sentiremo e leggeremo spesso nei prossimi giorni, caratterizzati dagli Europei Indoor di atletica di Torun 2021. I campioni di tutte le discipline sono arrivati in Polonia, tra controlli, quarantene e tutte le misure da adottare vista l’emergenza coronavirus e sono pronti a sfidarsi nella rassegna continentale.

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Foto di Yahya Arhab/ Epa/ Ansa

Alta 184 cm per 69 kg, Nafi, classe 1994 è una multiplista e altista belga, entrata nella storia per aver superato il muro dei 7000 punti nell’eptathlon ai Mondiali di Londra 2017, impresa riscita solo ad altre due donne nella storia prima di lei, la statunitense Jackie Joyner-Kersee e la svedese Carolina Klüft.

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Foto di Srdian Suki/ Epa/ Ansa

Nafi è campionessa olimpica dell’eptathlon ai Giochi di Rio 2016 e campionessa mondiale a Londra 2017. L’atleta belga adesso si prepara a tornare in gara nella stessa disciplina, a Torun 2021, a distanza di ben 4 anni. E’ proprio da Londra 2017, infatti, che Nafi non gareggia nell’eptathlon.

L’insegnamento di Nafi

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Foto di Valdrin Xhemaj/ Epa/ Ansa

Giovanissima, Nafi, nonostante i traguardi raggiunti è riuscita a tenere la testa sulle spalle e soprattutto a gestire lo stress. Dopo il titolo iridato hanno infatti sorpreso le sue parole: “sono ancora giovane, non voglio iniziare una gara pensando ‘devi vincere o qualcun altro potrebbe essere deluso’. L’atletica è una grande parte della mia vita, ma io cerco sempre di ricordarmi che è solo sport, c’è tutta una vita accanto, c’è tutta una vita dopo. La cosa più importante è divertirsi perchè se sei stressato tutto il weekend non è più un piacere. So che un giorno qualcuno mi batterà, nessuno è invicibile“.

Nafi tra sport e studi

Nafi è iscritta all’Università in geografia a Liegi, una materia che le piace perché “è multidisciplinare come il decathlon“. Gli impegni atletici però non le hanno ancora permesso di ottenere la laurea, ma con la sua determinazione e concentrazione raggiungerà presto questo obiettivo.

La madre Daniele, ispirazione costante

La madre belga di Nafi Thiam, Daniele Denisty, che ha cresciuto lei e i suoi tre fratelli dopo essersi separati dal padre senegalese quando i bambini erano piccoli, è un’ispirazione costante.

Proprio come me, mia mamma, Daniele Denisty, gareggia in multi-eventi. È la campionessa europea in carica dei maestri di pentathlon indoor e eptathlon outdoor. Ha gareggiato in atletica leggera fino all’età di 15 anni, ma dopo la chiusura del suo club locale è diventato troppo lontano per lei andare in bicicletta al club più vicino, quindi ha lasciato e ha iniziato altri sport. Più tardi, quando ha iniziato a portarmi all’atletica leggera dall’età di sette anni, si è sentita frustrata aspettandomi in disparte e ha ricominciato a fare sport 14 anni fa. Ovviamente, quando ho iniziato lei era molto migliore di me. La guardavo e pensavo che fosse incredibile. Nel tempo ho migliorato tutti i suoi PB, l’ultimo è stato il lancio del disco – un evento non eptathlon – quando avevo circa 16 anni. A volte oggi ci alleniamo ancora nello stesso gruppo e sono davvero orgoglioso del successo che ha ottenuto“, ha raccontato.

La passione per i kart

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Foto di Franck Robichon/ Epa/ Ansa

Nafi ha tante passioni e ogni sport è una scoperta per lei, che ama l’adrenalina. Andare veloce per l’atleta belga è importantissimo, ma non solo sulle sue gambe: Nafi ha infatti scoperto il fascino della velocità… motorizzata: “ho scoperto il go-kart. Ci sono stata diverse volte e mi piace il brivido, anche se in realtà non stai viaggiando veloce come pensi di essere, semplicemente perché sei così basso a terra“.

Il sogno di diventare giocatrice di basket

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Foto di Valdrin Xhemaj/ Epa/ Ansa

Nafi ha la pallacanestro nel cuore: se non fosse diventata un’atleta professionista e competitiva, la campionessa belga avrebbe sicuramente giocato a basket. “Amo questo sport. Sarei stata sicuramente una giocatrice di basket. Mi piacciono gli sport di squadra e amo le azioni degli sport di contatto. Ho giocato tanto a basket quando ero più piccola e lo facevo in squadre di soli maschi, dove io ero l’unica femmina. Era divertente. Poi, crescendo, non era più consentito a maschi e femmine di giocare insieme, quindi sono andata in una squadra tutta al femminile, ma non era la stessa cosa. Non mi divertivo allo stesso modo. Da giovane avevo il sogno di diventare una giocatrice di basket, adesso comunque seguo ancora le partite in tv“.

Dalla moda al Libano per Unicef

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Foto di Stephanie Lecocq/ Epa/ Ansa

Piena di sponsor che la corteggiano e se la contendono, Nafi collabora al momento con Nike, Richard Mille, Axa e Red Bull. Non è possibile prevedere cosa riuscirà a fare agli Europei di Torun, ma sicuramente è una campionessa che riesce a lasciare il segno, non solo per ciò che riesce a fare in pista ma anche per i suoi gesti extra-sportivi.

Nel 2018 Nafi ha calcato le passerelle di Parigi nella settimana della moda, ma è ciò che ha fatto la settimana precedente che le ha regalato veramente soddisfazioni e le ha riempito il cuore di gioia: Nafi ha fatto la sua prima missione sul campo come ambasciatrice Unicef in Libano. Ha incontrato bambini e rifugiati locali ed è stata coinvolta in un progetto concentrato sull’educazione.

I segreti di Nafi

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Foto di Diego Azubel/ Epa/ Ansa

Nafi ha una personalità davvero speciale ed interessante. Ha imparato dai suoi errori e tutte le sue esperienze, positive e negative, sono state per lei un insegnamento. Prima di una gara prova a svuotare la mente e ricordarsi di godersi la sua esperienza, altrimenti lo stress ed il nervosismo non le consentono di esprimersi al meglio. Nafi è forte, non solo fisicamente, ma soprattutto mentalmente. E’ col pensiero che riesce a darsi la carica giusta e superare i suoi limiti, anche quelli fisici, come accaduto a Rio 2016, quando prima di partire per le Olimpiadi i medici le avevano dato pochissime possibilità di riuscire a gareggiare a causa di un problema al gomito. Nafi, a quei Giochi Olimpici, ha vinto l’oro.

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Foto di Stephanie Lecocq/ Epa/ Ansa

Nafi non si è arresa nemmeno quando da giovane, a causa di un improvviso scatto di crescita ha dovuto affrontare un periodo difficile, nel quale non riusciva a coordinare e controllare il suo corpo alto. La belga non ha però perso la concentrazione e con tenacia è riuscita piano piano a riprendere il controllo dei suoi movimenti e raggiungere traguardi davvero speciali.

Beh, che dire, Nafi Thiam è l’esempio lampante di “se vuoi, puoi” e ‘niente è impossibile’. Nonostante tutto, nonostante le difficoltà, tutto è possibile, basta volerlo.