Le Olimpiadi e la lotta al razzismo: Alice Dearing, la prima nuotatrice nera che sogna di rappresentare la Gran Bretagna ai Giochi

Alice Dearing potrebbe diventare la prima nuotatrice di colore a rappresentare la Gran Bretagna alle Olimpiadi, prima però dovrà ottenere il pass a fine maggio a Fukuoka

Non esistono barriere che non possano essere abbattute, non esistono ostacoli che non possano essere superati e non esistono traguardi che non possano essere raggiunti.

Ne sa qualcosa Alice Dearing, giovane atleta di 23 anni che potrebbe diventare la prima nuotatrice di colore a rappresentare la Gran Bretagna alle Olimpiadi. Potrebbe accadere a Tokyo 2021, ma prima di avere questo onore dovrà superare la gara di qualificazione olimpica per la 10 km, in programma a Fukuoka il 29 e 30 maggio prossimi. Una data cerchiata già di rosso sul calendario di Alice Dearing, impaziente di scendere in acqua per andare a prendersi un pass olimpico storico, che la lancerebbe nella storia della Gran Bretagna al pari di Kevin Burns (1976) e Paul Marshall (1980), ossia i primi nuotatori britannici di colore ai Giochi.

Black power

Quella agonistica in acque libere non è l’unica battaglia che Alice Dearing combatte, dal momento che la giovane atleta 23enne non perde occasione per far sentire la propria voce nella lotta al razzismo e alle discriminazioni razziali. Pregiudizi e barriere, alzate a causa del colore della sua pelle, hanno caratterizzato la vita di Alice fin da bambina, ma lei non si è mai arresa e ha sempre combattuto, arrivando anche a iscriversi all’associazione benefica Black Swimming Association (BSA), una voce potente nel mondo acquatico. Il mantra della giovane britannica è quello di non essere giudicati per il colore della pelle ma per le proprie imprese, per questo motivo ha silenziato sui social la parola ‘Olimpiadi‘: “è simile a ciò che ha detto l’attore Idris Elba sul non voler essere il primo James Bond di colore” le parole di Alice Dearing riportate dalla Gazzetta dello Sport. “Noi siamo qualcosa di più. Non credo che i neri vogliano essere ricordati solo come neri alla fine della giornata, ma per i risultati e per quello che portano al mondo invece di ‘oh, erano neri eppure l’hanno fatto’. Dovrebbe essere: ‘L’ho fatto, e mi capita anche di essere nero’. Ma con il nuoto tutto è ovviamente più controverso a causa degli stereotipi e del razzismo che dobbiamo affrontare in questo sport“.

In aiuto del prossimo

Il nuoto come passione, il Master in Social Media & Political Communication per regalarsi un futuro e la battaglia contro le discriminazioni per aiutare il prossimo. La vita di Alice Dearing spazia in svariati campi, ognuno caratterizzato da uno scopo da raggiungere e, tra questi, c’è anche quello di aiutare i bambini di colore ad avvicinarsi alla piscina e al nuoto. Secondo le statistiche di Swim England, il 95% degli adulti neri e l’80% dei bambini neri in Inghilterra non nuotano, un dato terrificante che Alice vuole cambiare: “il nuoto è un’abilità di vita, non è solo lo sport, il numero di persone di colore che non sanno nuotare e che potenzialmente potrebbero essere in pericolo di vita per questo è terrificante. Per questo grazie a BSA vado tra la comunità, per far affrontare il problema a testa alta, e sperando di salvare vite umane. È un processo graduale perché non siamo arrivati qui dall’oggi al domani, tenendo pure conto che nelle aree a più alto degrado e con una notevole concentrazione di minoranze di solito non c’è una piscina funzionante“.

Un obiettivo che Alice ha affiancato a quello sportivo, che prevede la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2021: “sono eccitata e incredibilmente nervosa. A volte ci penso e mi viene quella scarica di adrenalina dico: conservala per il giorno della gara“. A fine maggio sarà il suo momento, dopodiché potrà allungare lo sguardo verso i Giochi e sognare il giorno in cui farà la storia, diventando la prima nuotatrice di colore a rappresentare la Gran Bretagna alle Olimpiadi: un traguardo che Alice si merita più di ogni altra persona al mondo.