Salto con gli sci, chi lo ha inventato? Regole, curiosità e storia di questo sport… volante

Il salto con gli sci, che sport affascinante! Storia, regole e curiosità di questa disciplina nordica che tanto appassiona gli sportivi e non solo

Sono iniziati da pochi giorni i Mondiali di sci nordico, ad Oberstdorf, in Germania. In terra tedesca non manca lo spettacolo, nonostante la rassegna iridata, la 53ª di questa categoria, non possa godere del tifo del pubblico. Gli atleti sono carichi e motivati, forse ancor più vista l’assenza dei tifosi, per far arrivare loro, nelle loro case, tutta la loro energia, nella speranza che presto si possa tornare alla normalità.

Le discipline

Sci di fondo, combinata nordica e salto con gli sci: sono queste le discipline dei Mondiali di sci nordico in corso ad Oberstdorf. Ma è lo spettacolo che va in scena sui cinque trampolini sul colle Schattenberg  che attira particolarmente il pubblico da casa, appassionati del settore e non.

Il salto con gli sci

Foto di Philipp Guelland/ Ansa

Affascinante, da brividi, adrenalinico: il salto con gli sci è uno sport davvero spettacolare, ma al tempo stesso spaventoso per chi lo guarda. Gli atleti, dopo una rincorsa presa sul trampolino, spiccano letteralmente il volo per fare poi un atterraggio il più pulito possibile ed il più lontano possibile.

La storia del salto con gli sci

In molti si domandano quale sia la storia di questo affascinante sport, chi lo abbia inventato e come.

Foto di Philipp Guelland/ Ansa

Il salto con gli sci è nato in Norvegia, come tanti altri sport invernali, quando Ole Rye, nel 1808, saltò ben 9,5 metri. La vera paternità di questo sport però è attribuita a Sondre Norheim, considerato il padre del salto con gli sci moderno: nel 1866 vinse quella che è considerata la porima competizione mondiale di salto con gli sci a premi, tenutasi ad Ofte, Høydalsmo, in Norvegia.

Il salto con gli sci ben presto si diffuse in altri paesi, come Austria, Germania, Giappone e Finlandia, i cui atleti ancora oggi dominano nelle competizioni internazionali.

Il salto con gli sci fa parte delle Olimpiadi invernali sin dal 1924, anno in cui vennero anche istituiti i Mondiali di sci nordico, che vengono disputati ogni 2 anni, negli anni dispari, con tre titoli da assegnare: invididuale dal trampolino corto, individuale dal trampolino lungo, a squadre dal trampolino lungo.

La svolta internazionale avvenne nel gennaio 1953 con la prima edizione del famoso Torneo dei 4 trampolini, ritenuta la più prestigiosa di questa specialità dopo la Coppa del Mondo e le Olimpiadi. Si tratta di 4 gare che si disputano tra dicembre e gennaio prima in Germania e poi in Austria e che incorona vincitore colui che ha ottenuto il punteggio complessivo più alto.

La Coppa Continentanle di salto con gli sci fu istituita nel 1991: si tratta di una competizione simile a quella della Coppa del Mondo ma di ‘secondo livello’. 3 anni dopo fu organizzato anche il Gran Prix, ovvero un circuito estivo con gare effettuate su materiali sintetici che consentono agli atleti di scivolare proprio come sulla neve.

Salto con gli sci e donne

Fino al 1998 il salto con gli sci fu uno sport prettamente maschile, ma a fine anni ’90 la FIS ha riconosciuto ufficialmente la prima gara femminile. Solo negli anni 2004 è stata organizzata la prima Coppa Continentale femminile, mentre la Coppa del mondo in versione ‘rosa’ è nata solo nel 2012. Le donne del salto con gli sci hanno potuto iniziare a gareggiare alle Olimpiadi solo a Sochi, nel 2014 e, quest’anno, per la prima volta una campionessa del mondo femminile verrà incoronata sulla collina grande.

Il volo con gli sci

Il salto con gli sci ha subito diversi cambiamenti e, quando si disputa da un trampolino particolarmente lungo prende il nome di volo con gli sci. Dal 1972 esiste anche il Mondiale di questa disciplina, che consiste in una gara ogni due anni.

Le regole del salto con gli sci

salto con gli sci
Foto di Geir Olsen Norway Out/ Epa/ Ansa

Coordinazione nei movimenti, leggerezza, equilibrio e forza fisica sono le doti principali che un atelta di salto con gli sci deve avere. Il terreno di gara è composto dai trampolini, che possono essere innevati o ricoperte di fibre plastiche o ceramica e di altezze e inclinazioni variabili.

Prima di scoprire quali sono le fasi tecniche del salto con gli sci, approfondiamo un dettaglio davvero importante, ovvero abbigliamento ed attrezzatura dell’atleta. Questi devono rispettare dei parametri ben precisi, stabiliti dal regolamento della federazione, per evitare ‘imbrogli’ che consentano agli atleti di migliorare l’aerodinamica oppure problematiche tecniche che potrebbero causare incidenti. Il regolamento, entrato in vigore nel 2016 prevede che l’atleta abbia la segue attrezzatura:

  • scarponi: devono avere una parte frontale flessibile per permettere all’atleta di protendere il corpo in avanti durante la fase di volo, devono avere una suola che non sia più spessa di 45 mm
  • sci: il modello usato dal saltatori è più largo e lungo rispetto agli sci classici. La lunghezza è stabilita in base all’altezza dell’alteta: non può andare otre il 145% di essa. Nel caso in cui l’indice di massa corporea dell’atelta sia troppo basso allora la lunghezza degli sci viene decurtata. Inoltre gli attacchi per gli scarponi lasciano un po’ di libertà al tallone in modo tale che si possa staccare dallo sci e sono anche posizionati in modo tale che la parte anteriore degli sci  sia più lunga rispetto a quella anteriore
  • casco: deve essere sempre realizzato su misura per ogni atleta, poichè la distanza tra la calotta esterna e la testa dell’atleta non deve superare i 7 cm. La superficie esterna deve risultare liscia e non può presentare protezioni frontali o lenti incorporate
  • occhiali protettivi: devono potersi inserire correttamente all’interno del casco
  • guanti: devono coprire l’intera mano dell’atleta e sono realizzati in materiale sintetico. Il loro spessore non deve eccedere i 5 mm
  • tuta: realizzata con cinque strati di materiali sintetici, deve presentare uno spessore compreso tra i 4 e i 5 mm, una permeabilità all’aria di 40 litri per m² al secondo. Per quanto riguarda la larghezza non può superare i 2 cm della circonferenza corporea, né essere troppo aderente. In fase di salto, deve essere completamente chiusa e fissata a piedi con appositi lacci
  • sottotuta: gli atleti sotto la tuta devono indossare una sottotuta, che deve rispettare dei parametri ben precisi. Non può, infatti, essere più spessa di 3 mm e deve avere una permeabilità all’aria superiore a 60 litri per m² al secondo
  • pettorale: anche il pettorale col numero di garadeve rispettare delle regole ben precise. Deve avere una permeabilità all’aria di 40 litri per m² al secondo.

Il salto

Foto di Phillip Guelland / Ansa

Il salto con gli sci dal trampolino prevede quattro fasi:

  • Fase di slancio: quando il saltatore parte da fermo, seduto sulla barra che sovrasta la rampa di lancio. I binari paralleli su cui scorrono gli sci garantisce la rettilineità del moto. Il saltatore si mette in posizione ‘accosciata’, protendendo il tornso in avanti e allungando le braccia sui fianchi, in modo da raggiungere la massima velocità possibile prima del decollo
  • Fase di stacco: il saltatore, giunto a fine rampa, distende il corpo, allungando il torno in avanti e le gambe, dandosi una spinta verso l’alto. La rampa non prevede alcuno scalino, quindi lo sciatore deve calcolare bene i tempi e le forze poichè uno stacco anticipato o ritardato potrebbero compromettere la prestazione
  • Fase di volo: l’atleta vola letteralmente, protendendo il corpo in avanti in posizione centrale prima dell’atterraggio
  • Fase di atterraggio: il saltatore assume una posizione eretta quando si avvicina al suolo e tocca il suolo assumendo la posizione nota come telemark. Continua a scivolare fino a fine pista prima di frenare e fermarsi.

Come viene assegnato il punteggio

Manuela Malsiner
Foto di Daniel Kopatsch / Ansa

In una competizione il risultato finale dipende da diversi fattori, primo fra tutti la lunghezza del salto a cui vanno sommati però i punti assegnati da una giuria, in una scala da 1 a 20.

L’aleta ha a disposizione un salto per ogni manche, che nelle competizioni sono 2. Ma su cosa si basa la giuria per dare il punteggio?

In primis sulla lunghezza del salto che viene definita dal punto K, ovvero la linea che demarca il limite della zona di atterraggio. Allo sciatore vengono assegnati 60 punti se atterra in corrispondenza del punto K, che vengono incrementati o decrementati se il contatto col suolo avviene più avanti o più indietro.

Successivamente subentra l’accuratezza stilistica: cinque giudici a bordo pista hanno il ruolo di valutare i salti, valutando lo stile dell’atleta, che viene ‘punito’ in caso di posizion di volo incerta o movimenti sbagliati (-1 punto), telemark mal eseguito o assente o atterraggio troppo duro (-3 punti) o cadute o barcollamenti nella frenata (fino a – 7 punti).

Volo

La fase di volo viene effettuata con una tecnica ben precisa, che si è evoluta nel corso degli anni. In Norvegia, con la nascita del salto con gli sci, veniva adottata la tecnica Konsgberg, ed il saltatore teneva il torso e le braccia protese in avanti e gli sci paralleli. Nel 1950 presero il sopravvento le teniche Dascher e Windisch con le quali si introdusse la posizione delle braccia all’indietro.

Foto di Phillip Guelland / Ansa

Nel 1960 arrivò la tecnica a V, quella che vediamo ancora oggi nel salto con gli sci, introdotta dal polacco Miroslaw Graf. Il saltatore divarica le punte degli sci e avvincina le code: una posizione perfetta per aumentare la portanza generata dagli sci e la lunghezza del balzo.

Allenamento

Infine va fatta qualche precisazione sugli allenamenti. Gli allenamenti dei saltatori non consistono solo ed esclusivamente su prove di salto dal trampolino, gli atleti si allenano anche e soprattutto fuori dal trampolino per migliorare equilibrio e forza esplosiva.

salto con gli sci
Foto di Philipp Guelland/ Ansa

Come? Con degli esercizi mirati e simulazioni delle varie fasi di salto effettuate con l’aiuto dell’allenatore che l’aiuta per sostenerlo nella simulazione della ‘fase di volo’ e di atterraggio.