Dalla battaglia contro un raro male al ritorno all’Università: l’addio al tennis di Nicole Gibbs

Dopo aver sconfitto una rara forma di cancro, Nicole Gibbs ha deciso di dire addio al tennis e tornare a dedicarsi ai suoi studi in legge

Il mondo dello sport regala sempre storie forti, che colpiscono il cuore,  non sempre legate a qualche successo o a qualche sconfitta, a record e sogni. Lo sport è fatto di campioni, campioni in campo e campioni nella vita, quindi, anche quando non si riesce a raggiungere gli obiettivi desiderati, si esce sempre a testa alta, da vincitore. E’ questo il caso di Nicole Gibbs, tennista statunitense che ha annunciato il suo ritiro all’età di 27 anni. L’annuncio è arrivato lunedì sui social: l’atleta, numero 172 del ranking WTA ha deciso di dire addio al tennis giocato per motivi personali.

La carriera di Nicole Gibbs

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Foto di Peter Foley/ Epa/ Ansa

Innamorata del tennis da giovanissima, motivata dal padre ad inseguire i propri sogni, Nicole Gibbs ha vinto sette titoli in singolo e cinque nel doppio nel circuito ITF ed è riuscita a raggiungere il 68° piazzamento nel ranking WTA, nel 2016. Nicole è riuscita ad arrivare al terzo round degli US Open e degli Australian Open, rispettivamente nel 2014 e 2017, ma nel 2019 ha dovuto dire addio a tutti i suoi sogni a causa di un brutto male.

Il cancro

Foto di Erik S. Lesser/ Epa/ Ansa

Nel 2019 Nicole Gibbs ha scoperto di essere affetta da una rara forma di cancro: un tumore alle ghiandole salivari. Il suo dentista ha disposto subito un intervento, eseguito con successo per rimuovere il tumore, e Nicole è riuscita a tornare in forma dopo aver sconfitto questo brutto male

L’addio al tennis

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Foto di Lynn Bo Bo/ Epa/ Ansa

Adesso, però, Nicole Gibbs ha deciso di dire addio al suo grande amore: la tennista statunitense ha annunciato il ritiro dal tennis giocato per dedicarsi agli studi di legge all’Università di Standford. Lunedì sui social il commovente addio: “Sapevo che era improbabile che io avessi giocato ancora a tennis dal giorno che gli Indian Wells sono stati cancellati a marzo. Mi è servito un anno circa per metabolizzare questa realtà in modo tale da poterla condividere pubblicamente. Di fronte ad un panorama incerto per i prossimi anni e una crescente consapevolezza di essere pronta a passare al capitolo successivo, mi sono nuovamente iscritta per finire il mio anno rimanente a Stanford“, ha scritto la statuinitense sui social, spiegando di essere pronta per tornare all’Università.

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Foto di Erik S. Lesser/ Epa/ Ansa

Mentre ero alle prese con la possibilità di un ritorno, l’inerzia sembrava spingermi verso un nuovo futuro; uno pieno di tutti i tempi passati che non ho mai avuto modo di godermi appieno quando la mia vita era così dedicata al tennis – fare surf, kitesurf, snowboard e stare in un posto per un lungo periodo di tempo“.

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Foto di Peter Foley/ Epa/ Ansa

Perchè annunciarlo adesso? Essendo il tipo di persona che sono, mi sentivo a disagio all’idea di dichiarare la fine del mio tennis senza un chiaro passo successivo davanti a me. Anche se devo ancora ricevere decisioni, ho inviato richieste a sette scuole di legge con l’intento di iscrivermi questo autunno. I miei sogni e le mie ambizioni si trasformano e si cristallizzano continuamente durante questa transizione, ma so che desidero lavorare nel servizio pubblico, per dare voce a coloro che sono istituzionalmente messi a tacere o sequestrati ai margini della società. Se questo si manifesta come una carriera nel campo dei diritti civili, della legge, della politica o della scrittura, non lo so ancora. Mettersi a proprio agio con l’incertezza è stata la principale lezione e sfida dello scorso anno“.

I ringraziamenti

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Foto di Made Nagi/ Epa/ Ansa

“Ho pensato di provare a ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutata a realizzare i miei sogni nel tennis che io non avevo mai considerato possibili (da bambina di 5/6 anni del nord Ohio non avrei mai immaginato che un giorno avrei potuto condividere il campo con Serena e Venus Williams o Caroline Wozniacki, nè avrei potuto immaginare di considerarli mentori o anche vicini amici). Comunque, la lista è infinita in un viaggio che include tornei locali e raduni di tennis all’accademia Arun Jetli a Cleveland, vacanze di primavera alla Chris Evert Academy, supporto continuo e guida dall’USTA e i tanti e tanti coach e allenatori che mi hanno accompagnato negli alti e bassi e hanno tollerato il mio famoso comportamento ostinato. Un ringraziamento speciale è garantito anche alla squadra che era con me negli ultimi giorni della mia carriera: Marc Lucero e Danny Ciccolini mi sono per me parte della famiglia più che allenatori o amici.

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Foto di Ray Stubblerine/ Epa/ Ansa

Alla fine la mia storia ritorna a mio padre, un uomo che sognava senza paura che tutto fosse possibile per sua figlia in un mondo che spesso voleva dirle il contrario. Grazie per avermi dato l’opportunità di dedicarmi al tennis, uno sport che devo ammettere non avrei scelto per me stessa. Al di là delle esperienze surreali che mi ha offerto direttamente, devo al tennis, e quindi a te, l’intera vita che ho oggi.

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Foto di Miguel Sierra/ Epa/ Ansa

Sto ufficialmente divagando, il che è vero per come si è sentito il mio monologo interiore quest’anno: spesso oscillando tra il ricordo dei momenti migliori e quelli peggiori della mia esperienza di tennis, incerto su cosa farne nel complesso. Indipendentemente da dove atterro in un dato giorno, la mia gratitudine per tutto ciò – il buono e il cattivo – è immensa. Nessuna gratitudine particolare è più grande di quella che ho per i fan e i sostenitori che hanno digitato sui social media e urlato dagli spalti in un sostegno positivo, coerente e sincero per la mia carriera e il benessere personale durante tutta la mia carriera

Sai chi sei, le tue parole e il tuo incoraggiamento hanno significato per me più di quanto tu possa immaginare. A tutti quelli senza nome sopra, ai miei sponsor e sostenitori, alla mia famiglia e mio marito, agli appassionati di tennis, al tennis stesso, grazie. Sono entusiasta di scoprire cosa c’è dopo”