Si spengono le luci e cala il sipario, si ritira il leggendario Dan Carter: il ‘Maradona del rugby’

Si ritira Dan Carter, il campione degli All Blacks ha deciso di smettere dopo una carriera caratterizzata da due Mondiali e tre titoli di miglior giocatore al mondo

Diciannove anni di carriera, due Mondiali vinti con la maglia degli All Blacks e il record di punti segnati nei test match internazionali.

Dan Carter
Foto di Andy Rain / Ansa

Con questi numeri stratosferici si ritira Dan Carter, icona del rugby internazionale e campione indiscusso della Nazionale neozelandese, capace di riscrivere la storia dello sport con la palla ovale. Ben 1.598 i punti messi a segno, il migliore nella classifica all-time con 350 lunghezze di vantaggio su Jonny Wilkinson, suo primo inseguitore. Numeri mostruosi, che resteranno difficili da eguagliare per almeno un altro po’ di anni.

L’annuncio

Dan Carter
Foto di Sebastien Nogier / Ansa

Il ritiro di Dan Carter è divenuto di dominio pubblico tramite una nota pubblicata dal 38enne sui social, una lettera strappalacrime con cui l’ex All Blacks ha spiegato i motivi di questa sua scelta: “mi ritiro ufficialmente dal rugby. Uno sport che ho giocato per 32 anni, che ha formato la persona che sono diventata oggi. Non posso che ringraziare tutte le persone che sono state coinvolte in questa mia avventura, con un pensiero particolare ai tifosi. Il rugby sarà sempre parte della mia vita. Grazie“. Una perdita enorme per il rugby, considerando che Dan Carter è stato considerato il mediano d’apertura perfetto. Ottimo calcio e precisione assurda sia con il suo sinistro che con le mani, usate sempre in maniera impeccabile in fase di impostazione. Caratteristiche che gli hanno permesso di essere nominato tre volte ‘Giocatore dell’anno‘ dalla federazione internazionale di rugby, l’equivalente del Pallone d’Oro nel calcio.

Maradona del rugby

Dan Carter
Foto di Facundo Arrizabalaga / Ansa

Un vero e proprio craque, al punto che Dan Carter si è visto attribuire anche l’appellativo di ‘Maradona del rugby’, venendo indicato come il miglior mediano d’apertura, e quindi numero 10, di tutti i tempi. Oltre alla splendida carriera con gli All Blacks, il 38enne ha vestito le maglie di: Racing 92 Parigi (in Francia), Kobe Steelers in Giappone e infine Auckland Blues in Nuova Zelanda, coronando il sogno di chiudere la carriera in patria. “Mi sono reso conto che non avevo la stessa forza di volontà delle mie precedenti stagioni in Nuova Zelanda. Così nel frattempo ho capito che non volevo più viaggiare a causa della pandemia, mi sono detto che era il momento giusto per smettere – le parole di Carter a L’Equipe. “Ho dedicato tutta la mia vita al rugby, sono felice di aver conosciuto grandi club, compagni di squadra e frequentato tifosi da tutto il mondo. Tutto questo mi ha reso molto felice, ma adesso è anche bello godersi i fine settimana con la famiglia, andare a prendere i miei figli alle 15 dopo la scuola… E il mio corpo mi ringrazia per non dover più giocare!“.