Morte Vincent Jackson, la famiglia vuole vederci chiaro: donato il cervello alla Boston University per studiarlo

Non sono ancora chiare le cause della morte di Vincent Jackson, per questo motivo la famiglia ha donato il cervello del 38enne alla Boston University per studiarlo

Sono passati pochi giorni dalla morte di Vincent Jackson, l’ex ricevitore dei Tampa Bay Buccaneers, trovato senza vita in una stanza d’hotel di Brandon, in Florida.

Vincent Jackson
Foto di Paul Buck / Ansa

Le cause del decesso non sono ancora chiare, per questo motivo la famiglia ha deciso di donare il cervello dell’ex giocatore di NFL alla Boston University, per determinare se soffrisse di encefalopatia traumatica cronica (CTE). “Vincent, essendo quello che era, avrebbe voluto aiutare quante più persone possibile” le parole del legale della famiglia Jackson al New York Times. È qualcosa che la sua famiglia voleva fare per ottenere risposte ad alcune delle loro domande“.

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Le parole dello sceriffo

Vincent Jackson
Foto di Erik Lesser / Ansa

Sulla questione si è soffermato anche Chad Chronister, sceriffo della contea di Hillsborough, interrogato sui motivi per i quali la morte di Vincent Jackson sia avvenuta in quella stanza d’albergo: “questo non è chiaro, ma ciò che la famiglia mi dice è che soffriva di CTE. Credono che abbia avuto un sacco di problemi di commozione cerebrale e, quando ne soffri, non sei te stesso. La famiglia crede che le sue azioni siano il risultato di ciò di cui ha sofferto mentre giocava in NFL“.

Che cos’è la CTE

L’encefalopatia traumatica cronica (CTE), nota anche come sindrome da demenza pugilistica, è una sindrome che si manifesta in seguito all’accumularsi nel tempo di ripetute commozioni cerebrali. Si tratta di una situazione che si verifica spesso negli atleti che praticano Football americano, pugilato, hockey su ghiaccio, rugby, wrestling e MMA. Si tratta di una taupatia: gli urti alla testa interferiscono con il metabolismo della cellula nervosa. I sintomi che contraddistinguono questa sindrome sono: tremori, atassia, disartria, lesioni piramidali, alterazione della personalità a cui seguono scatti d’ira, deliri e gelosia.