Dai pianti nello spogliatoio fino al dramma: l’incubo di Carlitos Tevez si è materializzato

Il Boca Juniors ha annunciato, con un tweet sui propri account social, la morte del padre di Tevez: l'argentino era ormai preparato al peggio dopo l'avviso dei medici

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L’incubo si è materializzato, ma nonostante fosse solo questione di giorni, il dolore è forte e profondo proprio come se l’era immaginato. La morte del padre ha sconquassato Carlitos Tevez, costretto a dire addio a Don Segundo, arresosi dopo una lunga malattia che non gli ha dato scampo. I medici gli avevano dato pochissime speranze di vita, per questo motivo l’Apache si è vissuto gli ultimi giorni trascorsi insieme al padre, dicendogli addio alla vigilia del match tra il Boca Juniors e il Newell’s Old Boys, che ovviamente non vedrà Tevez scendere in campo.

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La malattia

Foto di Marcelo Endelli / Ansa

La notizia della morte del padre di Tevez l’ha diffusa il Boca Juniors, con un tweet pubblicato sul proprio account ufficiale: “il Boca Juniors piange la morte di Don Segundo, il padre di Carlitos, e accompagna la famiglia Tevez e i loro amici in questo momento di così tanto dolore e tristezza“. Tevez ha immediatamente fatto ritorno a Buenos Aires per dare l’ultimo saluto a Don Segundo, deceduto a causa di problemi di salute legati al diabete e al sovrappeso. Di recente aveva superato una crisi respiratoria dovuta al Coronavirus, ma nelle ultime settimane la situazione si era aggravata, spingendo i medici dare pochi giorni di vita a Don Segundo.

I pianti nello spogliatoio

Tevez
Foto di Rodrigo Jimenez / Ansa

La morte del padre di Tevez ha sicuramente rattristato l’intero ambiente ‘xeneizes‘, strettosi accanto al proprio Apache, apparso molto provato negli ultimi giorni. L’ex Juve è riuscito a gestire al meglio la situazione nelle ultime settimane, alternando visite e allenamenti. Tevez non ha nascosto di aver pianto nello spogliatoio, pensando sia all’imminente morte del padre che alla reazione delle sue figlie. Don Segundo non era il genitore biologico di Tevez, ma era come se lo fosse, come ammesso di recente dell’argentino: “si è preso cura di me senza averci niente a che fare. In me vide un ragazzo indifeso che non aveva una guida o altro. E mi ha accompagniamo in ogni momento della mia vita. Mi ha insegnato moltissimo“.