Maradona è stato ‘assassinato’ due volte

La procura di San Isidro continua a indagare sulla morte di Maradona, iscrivendo nel registro degli indagati altre due persone per omicidio colposo

Maradona è stato ucciso due volte. Prima dai comportamenti negligenti delle persone che avrebbero dovuto curarlo, poi dalle continue torbide verità che stanno emergendo nel corso dell’indagine sulla morte del Pibe de Oro.

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Una fine che il Diez non meritava, soprattutto per ciò che ha dato alla sua famiglia e, più in generale, al mondo intero. Gioia e allegria, sia con il pallone tra i piedi che senza, ricevendo in cambio solo dolore da quelle persone che avrebbero dovuto proteggerlo dai suoi demoni.

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Pugnalato

Foto di EPA/Enrique Garcia Medina / Ansa

Maradona invece è stato ‘assassinato’. Non direttamente dalla mano di un killer, ma dall’inettitudine di coloro che avrebbero dovuto prendersi cura di lui. Dal medico Leopoldo Luque fino agli infermieri, incapaci di capire le reali intenzioni del Pibe. A poco a poco la verità sta venendo a galla, la procura di San Isidro sta scavando a fondo per capire cosa sia successo in quelle ultime settimane di vita di Maradona, stringendo il cerchio sui responsabili. Oltre alle cinque persone già indagate per omicidio colposo, adesso se ne sono aggiunte altre due, ossia Nancy Forlini (dirigente della compagnia assicuratrice che garantiva la copertura medica a Diego) e Mariano Perroni (impiegato della società che forniva il personale sanitario in servizio).

Le accuse

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I due nuovi indagati per la morte di Maradona avevano il compito di gestire il personale medico presente nella casa di Tigre, dove Diego è morto il 25 novembre 2020. Sia Nancy Forlini che Mariano Perroni sono accusati di aver convinto l’infermiera Dahiana Madrid a dichiarare il falso davanti agli inquirenti, rivelando di non aver potuto controllare Maradona la mattina del decesso a causa dei suoi dinieghi, salvo poi ammettere di non essere proprio entrata nella sua stanza. Forlini e Perroni portano dunque il numero degli indagati a quota sette, aggiungendosi a Leopoldo Luque, alla psichiatra Agustina Cosachov, allo psicologo Carlos Diaz e agli infermieri Ricardo Almiron e Dahiana Madrid.