La perizia della procura di Firenze parla chiaro: la morte di Astori non poteva essere evitata

Secondo l'esito della perizia disposta dalla procura di Firenze, la morte di Davide Astori non poteva essere evitata, nemmeno usando l'holter cardiaco

La morte di Davide Astori non poteva essere evitata, si conclude così la perizia del medico legale Gian Luca Bruno e del cardiologo Fiorenzo Gaita, disposta dalla procura di Firenze.

Foto di Maurizio Degl’Innocenti / Ansa

Le anomalie cardiache del difensore della Fiorentina avrebbero potuto essere approfondite con l’holter cardiaco, ma nemmeno in quel caso si sarebbe potuto scoprire la patologia che ha ucciso l’ex capitano viola, deceduto il 4 marzo del 2018 nella sua camera di albergo a Udine.

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La perizia

Foto di Maurizio Degl’Innocenti / Ansa

Secondo quanto emerso dalla perizia disposta dalla procura di Firenze, la morte non poteva essere evitata e nemmeno l’holter avrebbe potuto identificarla, considerando la variabilità delle aritmie. Un esito favorevole all’unico imputato per il decesso di Davide Astori, ossia il dottor Giorgio Galanti, ex direttore della medicina sportiva di Careggi. Stando al medico legale Gian Luca Bruno e il cardiologo Fiorenzo Gaita, la morte di Astori non poteva infatti essere evitata. Quanto contenuto nella perizia verrà analizzato nell’udienza fissata il 4 febbraio, inserita nell’ambito del processo avviato con rito abbreviato.