Buon compleanno Valentino Rossi: dalla bambola gonfiabile “Claudia Schiffer” al casco per il Sic, tanti auguri a colui che ha reso la MotoGp uno spasso

Buon compleanno Valentino Rossi: il re di gag e caschi, colui che ha reso la MotoGp un vero spasso, compie oggi 42 anni

Quella che inizierà tra poco più di un mese sarà la sua 26ª stagione e sarà ancora una volta il più ‘vecchio’ del circuito, a correre nel Motomondiale a 42 anni. Oggi è il compleanno di Valentino Rossi e per celebrarlo non faremo un lungo e noioso excursus sulla sua vita, ma un focus su record, particolarità, curiosità e vita privata.

Tutti, o quasi, sanno che il Dottore è nato ad Urbino e che è poi cresciuto a Tavullia, dove vive ancora oggi. Il 9 volte campione del mondo ha ereditato da papà Graziano la sua passione per i motori, che non si limita solo alle 2 ruote. C’è ancora qualcuno, però, che non conosce a fondo alcuni ‘dettagli’ che riguardano Valentino Rossi, come per esempio la storia del suo ’46’, la sua originalità nei festeggiamenti e nei caschi, i suoi numeri da record e tanto altro.

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Il 46

Appena si pensa a Valentino Rossi, viene in mente immediatamente il 46, numero col quale il campione di MotoGp corre da sempre. Ma perchè il Dottore ha scelto proprio questo numero? Sono due i motivi che hanno spinto Valentino Rossi a gareggiare col 46: il 46 è stato usato dal padre Graziano quando correva nel motomondiale tra gli anni ’70 e ’80.  “Il 46 era il numero con cui il mio babbo ha vinto la sua prima gara nel Mondiale –a Rijeka, in Jugoslavia, nel 1979, ndr – l’anno in cui sono nato”, ha spiegato il pilota in un’intervista a Rai1, in occasione del suo 40° compleanno.

Papà Graziano, però, ha poi svelato un secondo motivo per il quale suo figlio ha scelto il 46, quello che per lui è il vero motivo che ha spinto Valentino a legarsi a questo numero: “Io non ho sempre corso con il 46. La gente pensa che la sua scelta venga da là, ma in realtà la ragione è un’altra. Da piccolo Valentino guardava sempre le gare del Giappone in piena notte, e in una di queste trionfò un pilota partito ultimo, che aveva il numero 46, e da lì lo scelse come proprio. E il fatto che l’abbia usato anch’io è stato un caso fortuito”, aveva spiegato a Rossini Tv. Chi era questo pilota? Norifumi Abe, un pilota giapponese che piaceva molto a Valentino Rossi.

I festeggiamenti

Valentino Rossi è famosissimo per le sue gag esilaranti, nate insieme al suo fan club ufficiale: con la bambola gonfiabile del 1997, il Dottore ha dato il via ad una serie di festeggiamenti che sono entrati nella storia della MotoGp. Nessuno prima di lui aveva osato tanto, mentre dopo le sue folli idee, in tanti hanno azzardato festeggiamenti in grande, senza però riuscire ad essere così divertenti come il pilota di Urbino.

A seguito di uno scoop riguardante Max Biaggi, rivale di Valentino Rossi, che era stato paparazzato con Naomi Campbell, il Dottore ha deciso di provocare il collega romano festeggiando con una bambola gonfiabile con la maglietta con scritto Claudia Skiffer sulla schiena, perchè la vera Claudia, aveva chiesto “50 milioni di lire, più aereo privato, truccatrice, assistente, spese di alloggio e roba simile” per accompagnare Rossi a Barcellona.

Nello stesso anno il Dottore si traveste da Robin Hood, sul podio di Donington, vicino alla foresta di Nottingham e festeggia il suo primo mondiale con la scritta VordCienpion.

A quel punto Valentino Rossi ci aveva preso gusto, così nel 1998 ha dato libero sfogo alla fantasia sua e dei suoi amici ‘del bar’. Capelli colorati, verdi, o anche tricolore, ma non solo: il Dottore ha fatto parlare di sè quando con gli amici si è inventato un finto sponsor, “Polleria Osvaldo”, con un pollo salito in moto con lui a Barcellona e ‘ripreso’ poi in Australia con una bandana con la cresta da pollo. Ma una delle gag più celebri e amate del Dottore è quella di Jerez, quando Valentino Rossi, a fine gara, prima di rientrare ai box si è fermato al bagno dei commissari di gara: “è una delle mie gag preferite, mi scappava davvero!“.

Nel ’99 il Dottore ha fatto parlare di sè per aver trasportato ‘un angelo’ in Brasile per festeggiare il suo secondo titolo Mondiale. Il 9 volte campione del mondo si è fermato poi un paio d’anni prima di tornare protagonista con gag folli: nel 2002 si è fatto ‘multare’ dai vigili al Mugello, per poi festeggiare con la Nazionale Brasiliana il suo quarto titolo Mondiale.

Il 2003 fu poi l’anno dei lavori forzati: ad Assen il Dottore fu protagonista di una gag nella quale armato di piccone aiutava un ‘carcerato’ nei suoi lavori forzati. Gag ripresa poi per la vittoria del suo 5° titolo Mondiale a Sepang. “Condannato a vincere”, questo il significato di questa gag.

Il 2004 è l’anno che lo consacra ‘Dottore’: Valentino Rossi, infatti, a Barcellona ha sorpreso tutti auscultando la sua Yamaha con un vero stetoscopio. Qualche mese dopo, in Malesia, il Dottore fu provocatorio verso la direzione gara: dopo la penalità ricevuta la settimana precedente perchè un suo meccanico era stato sorpreso a pulire la gomma della sua Yamaha che si trovava in griglia, il pilota italiano punzecchiò i piani alti della MotoGp con una “impresa di pulizie”, ripulendo la pista con uno spazzolone.

Nel 2005 Valentino Rossi conquista il suo settimo titolo Mondiale e quale gag migliore se non quella di “Valentino e i sette nani”? Gli amici del Dottore si sono travestiti da nani, a Sepang, con una pettorina che indicava l’anno di ogni mondiale vinto fino a quel momento.

Ma non è ancora finita: nel 2006 Valentino ha festeggiato al Sachsenring indossando la maglia della Nazionale italiana di calcio, quella di Materazzi per l’esattezza, per omaggiare il Mondiale vinto dall’Italia a Berlino.

Nel 2007 il Dottore si è divertito facendo strike a Jerez, dove i suoi amici si sono vestiti da birilli, per cadere tutti a terra dopo che il Dottore ha mimato il gesto di lanciare una palla da bowling.

Nel 2008, invece, tre anni dopo l’ultimo, è arrivata la vittoria dell’8° titolo Mondiale di Rossi, che ha festeggiato a Motegi facendosi vidimare da un finto notaio “Ottavio Ottaviani”, ul successo del mondiale.

Nel 2009, poi, Rossi ha conquistato il suo ultimo Mondiale, il 9°, celebrando con una maglietta con su scritto “Gallina vecchia fa buon brodo”, e alzando in cielo un uovo col numero 9.

I caschi di Valentino Rossi

Così come per le gag, Valentino Rossi, oltre che per il suo immenso talento, è famoso anche per i suoi caschi artistici: tutto nasce nel 2000, con l’esordio nella classe regina. Al Mugello il Dottore ha sfoggiato un casco con il suo ‘logo’ caratteristico, quello in cui sono raffigurati sole e luna, con “Valentinik” sul retro: una versione originale di “Paperinik”, personaggio dei fumetti amatissimo dal 9 volte campione del mondo.

casco valentino rossi
Foto di Luca Zennaro/ Ansa

Tantissime sono le versioni spettacolari dei caschi indossati da Rossi: tra queste ricordiamo l’omaggio a papà Graziano con la livrea del casco uguale a quella di suo padre, dove figuravano anche 22 vignette sui personaggi più simpatici di Tavullia, la medaglia di legno del 2004, che motivò Rossi a tal punto da aggiudicarsi la vittoria nella gara in cui indossò quel casco, con su affisso il 4 romano, segno dei quarti posti conquistati nei Gp precedenti, il cuore rosso per i tifosi, che gli hanno mostrato tutto il loro affetto nonostante la sconfitta all’ultima gara contro Hayden nel Mondiale 2006, il Jolly del 2010, casco che però non è stato sfoggiato troppo in pista a causa della frattura di tibia e perone di Rossi, ma anche l’occhio gigante del 2011, per ricordarsi di fare attenzione e non farsi male, e per simboleggiare l’occhio attento dei tifosi, che non vedevano l’ora di vederlo in pista con la Ducati. Nel 2012 Rossi strappa una risata a tutti i fan sfoggiando un casco con rappresentato Gianni Morandi e lo slogan “Restiamo uniti”, usato tantissimo dal cantante durante il Festival di Sanremo, e adattissimo alla situazione che stava vivendo il Dottore in Ducati. L’anno seguente sul casco di Rossi spunta una tartaruga che insegue tre piloti: Pedrosa, Lorenzo e Marquez. Non mancano poi gli omaggi a Simoncelli: dal 58 a “Wish you were here”, famosa canzone dei Pink Floyd. Più recenti invece il casco “Mugiallo”, col quale Rossi e Aldo Drudi si sono divertiti in un simpatico gioco di parole. Nel 2017 sul casco di Valentino Rossi spunta un omaggio a Francesco Totti, che si è ritirato proprio quell’anno, e una dedica a Nicky Hayden, morto a maggio di quello stesso anno. Nel 2016 Rossi, a Misano, ha stupito tutti con un casco in stile “Ritorno al futuro”, mentre per i test invernali di Sepang dell’anno successivo Rossi ha puntato su un casco davvero artistico: un vero e proprio quadro con “pennellate a mano libera”. Sulla stessa linea artistica di Sepang, al Mugello Rossi ha sfoggiato un casco con un tricolore, disegnato con delle vere pennellate. Nel 2019 invece Drudi ha raffigurato “Menu Misano”, con la classica piadina romagnola, mentre nel 2020 Rossi ha voluto far tornare protagonisti il sole e la luna.

Vita privata

Francesca Sofia Novello
Foto di Riccardo Antimiani / Ansa

Valentino Rossi ama la traquillità e soprattutto… dormire. Il Dottore è amante anche degli animali, ha infatti in casa cani e gatti e soprattutto delle.. donne. Tante le donne che sono state al fianco di Rossi, ma il cuore del Dottore batte adesso solo per la sua Francesca. Giovane, solare e bellissima, Francesca Sofia Novello è fidanzata con Valentino Rossi ormai da qualche anno e tutto fa pensare che sia lei la donna della sua vita. Al momento non è in programma un allargamento della famiglia: Francesca è molto giovane ed il suo uomo vuole dedicarsi a quelli che con ogni probabilità saranno i suoi ultimi anni nel Motomondiale, ma il desiderio c’è e non è escluso, quindi, che nei prossimi anni il Dottore possa diventare padre.

Una carriera da favola quella di Rossi, destinata a non finire mai: il Dottore si prepara ad una nuova stagione da favola, col team Petronas, pronto a regalare spettacolo e a stupire tifosi ed avversari. In fondo lo ha detto lui qualche tempo fa: “gallina vecchia fa buon brodo” e nonostante i giovanissimi in pista, con la sua esperienza e meno resposanbilità addosso, con una spensieratezza diversa, adesso che sarà in un team satellite, Valentino Rossi potrà regalarci ancora tante emozioni.