L’inspiegabile masochismo di Fonseca

Paulo Fonseca ha preferito Borja Mayoral a Edin Dzeko anche nel match tra Benevento e Roma, pagandone le conseguenze con un noioso 0-0 che non serve ai giallorossi

Un’occasione buttata, soprattutto dopo il risultato maturato nel derby tra Milan e Inter. La Roma non riesce a scardinare il fortino del Benevento e resta al palo, interrompendo una striscia che durava addirittura da nove anni.

Benevento
Foto di Mario Taddeo / Ansa

Correva infatti il 2012 l’ultima volta che la squadra della Capitale non riuscì a segnare in un match contro una neopromossa, sbattendo all’epoca sul muro del Siena. Questa volta è il Benevento di Pippo Inzaghi a resistere addirittura in inferiorità numerica, durata per più di mezz’ora a causa dell’espulsione di Kamil Glik.

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Il masochismo di Fonseca

Fonseca
Foto di Mario Taddeo / Ansa

Un pareggio che pesa sulla coscienza di Fonseca, che continua inspiegabilmente a preferire Borja Mayoral a Edin Dzeko. Un fantasma lo spagnolo nell’arco di tutti i novanta minuti, al contrario del bosniaco che, in mezz’ora, è riuscito a creare molti più pericoli rispetto al compagno di reparto. Un confronto impari, che premia nettamente Dzeko, molto più a suo agio al centro dell’attacco giallorosso al contrario di Borja Mayoral. Eppure, Fonseca continua a preferire lo spagnolo, pagando a caro prezzo questa scelta. Lo 0-0 tiene lontano il Milan, proprio a una settimana dallo scontro diretto, che i giallorossi avrebbero potuto affrontare con un gap davvero minimo.

Segnali

Fonseca
Foto di Mario Taddeo / Ansa

Eppure Edin Dzeko aveva mandato chiari segnali nel match di Europa League contro il Braga, segnando dopo pochi minuti dall’inizio dell’incontro e fornendo una prestazione sopra le righe, purtroppo non bastata a convincere Fonseca a puntare su di lui a Benevento. L’esito dell’incontro ha certificato l’abbaglio del portoghese, che potrebbe già ravvedersi contro il Milan, un match da non sbagliare per avvicinarsi a quel secondo posto che aumenterebbe, e di molto, il morale di una Roma tutt’altro che brillante.