**Terrorismo: tunisino fermato scoprì microspia sulla sua auto in Tunisia e la distrusse**

Palermo, 4 gen. (Adnkronos) – Nouri Ejjed, il tunisino fermato oggi per favoreggiamento personale con finalità di terrorismo, per avere favorito la latitanza e la fuga all’estero di Aymen Abidi, ricercato internazionale e destinatario di un mandato di cattura europeo spiccato dalla magistratura tedesca, lo scorso novembre scoprì sulla sua auto, mentre era in viaggio in Tunisia, la microspia sistemata dai magistrati della Dda che coordinano l’inchiesta. Il dato emerge dal provvedimento di fermo in possesso dell’Adnkronos.
“Gli ultimi accertamenti, fanno emergere che, a far data dal 14.11.2020, Ejjed Nouri si è recato in Tunisia, per non meglio specificate ragioni di lavoro con la propria autovettura, sulla quale era montato un apparato ambientale per la captazione delle comunicazioni di conversazioni tra presenti. Tuttavia, durante tale permanenza all’estero, in circostanze ignote, egli ha individuato la presenza del suddetto apparato provvedendo alla sua rimozione”.
“Rientrato in Italia in data 26 dicembre 2020, Ejjed Nouri si premurava di informare telefonicamente del rinvenimento della microspia il sodale Ben Dafr Mahran (il conducente del gommone che ha portato il complice Abidi in Tunisia ndr), collegando l’esistenza di indagini a suo carico ad un controllo particolarmente accurato subito dalla polizia di frontiera al suo arrivo”.