Terrorismo: le paure del fuggitivo al complice tunisino ‘fratello Nouri, sono in pensiero…’

Palermo, 4 gen. (Adnkronos) – “Fratello Nouri, io sono pensieroso, veramente non posso restare in un posto troppo a lungo, devo cambiare…”. E’ il 28 ottobre scorso e Nouri Ejjed, il tunisino fermato oggi dalla Gfd di Agrigento su richiesta dalla Dda di Palermo, rassicura il suo amico, Abidi Aymen, ricercato dalla Polizia internazionale, dopo averlo trasferito dall’abitazione di Paceco (Trapani) nel più sicuro rifugio di contrada San Teodoro di Marsala (Trapani), “perché allertato dal figlio adottivo Ala Barg della presenza in zona, il giorno precedente, di autovetture sospette, verosimilmente riconducibili a Forze di polizia”, dicono i magistrati nel provvedimento di fermo visionato dall’Adnkronos.
“Tali presenze avevano suggestionato Abidi poiché quest’ultimo la sera precedente aveva utilizzato un apparecchio cellulare e pertanto temeva di poter essere stato localizzato”. Ecco l’intercettazione: “Fratello Nouri, io sono pensieroso, veramente non posso restare in un posto troppo a lungo devo cambiare, così capisco la situazione ..omissis……Alfa Romeo di ieri sera…omissis…veramente mi ha fatto pensare Ala (ndr Barg Ala) che mi ha detto: “anche la loro faccia fa paura…omissis.. ho paura, è vero che sono in pericolo, fratello Nouri…omissis…. siccome ieri sera mi hai fatto paura quando mi hai detto:” quando tu hai fatto aprire il telefonino”, ho pensato che forse è vero, quando ho aperto il telefono ..omissis..”.
Il fuggitivo “veniva, però, rassicurato da EJjjed il quale sosteneva che difficilmente quell’utenza cellulare sarebbe potuta essere collegata a lui Abidi”. ‘Non è il tuo telefonino? Per esempio il telefono di Nouri, ti do un esempio, il telefono è di Nouri e loro sospettano di lui…omissis..che il telefono di Nouri ce l’ha Aymen, mi stai capendo…”) e che era stata organizzata la sua ‘esfiltrazione” anche con la collaborazione di tale Hasen Hasen, soggetto già emerso nel corso della indagine”.
Per la Procura “le parole di Ejjed non erano, però, sufficienti a tranquillizzare Abidi, impensierito dall’ulteriore timore che Hasen Hasen, evidentemente coinvolto nella sua fuga avesse potuto rivelare a qualcuno della sua presenza in Sicilia”. Abidi: “..ho paura di Hasen se lui …inc.le…omissis… può essere che lui racconti che io sono arrivato da te perché tu mi aiutassi a scappare. Può dire che è arrivato un suo amico per farlo scappare e l’ha portato a Marsala e poi i serpenti (ndr Polizia) sanno e dicono: “ah, allora Nouri sa dove si trova lui”….omissis ..tu pensi che Hasen non parli? Può parlare fiero e dire: “è arrivato da noi uno scappato dal carcere, è amico di Nouri” e così, così….omissis…”.