**Terrorismo: il fuggitivo al complice tunisino, ‘durante traversata seguiti da elicottero’**

Palermo, 4 gen. (Adnkronos) – “E’ partito, è partito signor Nouri, ho finito”. Sono le 2.04 dell’1 novembre scorso quando Walid, un complice tunisino, chiama Nouri Ejjed, il tunisino arrestato oggi dalla Dda di Palermo, per rassicurarlo di avere preso in consegna l’amico latitante Aymen Abidi. “Già ha caricato ed è partito nelle mani di Dio”, dice Walid. E Nouri: “Hai fatto quella domanda o no?”. “No, ho già spiegato tutto…aspetta che ti passo Aymen”. “Fratello, è tutto a posto?”. E Aymen replica: “Tutto bene, tutto bene già sono partiti, per la forza di Dio e non ti devi preoccupare”.
Quando Ejjed gli chiede cosa è accaduto nel tragitto questi gli risponde: “Non è successo niente, mentre noi stiamo entrando c’era un elicottero e ci ha iniziato a seguire e noi abbiamo rallentato e siamo rimasti al minimo di velocità, è rimasto a girare per cercarci e poi è andato via, tutto bene e non è successo niente”.