Terrorismo: Dda Palermo, ‘tunisino arrestato poteva arrecare grave danno al paese’

Palermo, 4 gen. (Adnkronos) – Nouri Ejjed, il tunisino di 50 anni fermato dalla Dda di Palermo con l’accusa di avere favorito la latitanza di un ricercato internazionale, secondo i magistrati dell’antiterrorismo di Palermo avrebbe “posto in essere le condotte con finalità di terrorismo” poiché “rivolte ad arrecare grave danno a più Paesi”, “sia mediorientali che europei, e compiute allo scopo di intimidire la popolazione, destabilizzare e distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di tali Stati, e comunque definite terroristiche da convenzioni e altre norme di diritto internazionale”.
“Condotte , altresì aggravate, dalla transnazionalità del crimine poiché vi ha contribuito un gruppo criminale organizzato impegnato in attività illecite in più di uno Stato”, prosegue la Procura antiterrorismo. L’uomo è indiziato di favoreggiamento personale con finalità di terrorismo per avere favorito la fuga all’estero poi del ricercato internazionale Abidi Aymen, destinatario di mandato di cattura europeo spiccato dell’autorità giudiziaria della Repubblica Federale di Germania, perché responsabile di un tentato omicidio commesso a Lipsia il 9 aprile scorso. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto Marzia Sabella e dai pm Geri Ferrara e Renza Cescon.
Il tunisino fermato oggi avrebbe garantito al ricercato prima rifugio e ospitalità e poi la possibilità di ritornare in Tunisia. Abidi Aymen, dopo i fatti di sangue di Lipsia, braccato dalle forze di polizia, era riuscito a lasciare clandestinamente la Germania trovando rifugio a Firenze, dove, lo scorso 23 luglio, era stato rintracciato ed arrestato dalla Squadra Mobile che lo aveva trasferito al carcere di Solliciano (Firenze).