Sociologi: è morta Rosa Giannetta Alberoni, studiosa della comunicazione e narratrice (3)

(Adnkronos) – Rosa Giannetta era nata a Trevico, in provincia di Avellino, l’11 aprile 1945 e si era laureata in lingue e letterature straniere moderne presso l’Iulm di Milano, con il massimo dei voti, presentando una tesi su Bertolt Brecht. L’anno successivo iniziò la carriera universitaria presso l’Iulm, ricerche sociologiche sui giovani, sul linguaggio, sui miti con Alessandro Serpieri e Roberto Guiducci e preparò nello stesso periodo il cortometraggio “Ulisse e la Sirena”, che venne presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Pubblicò anche il suo primo volume: “Coscienza e utopia in Bertolt Brecht”. Seguì le prove delle messe in scena di Giorgio Streheler, con l’intendo di diventare regista. In parallelo lavora alla Fondazione Rizzoli dove coordina le ricerche sui mezzi di comunicazione, il cinema e il teatro. In quel periodo portò a termine una ricerca su “Il cinema catastrofico” e mise in scena “Amleto”, con regia ed interpretazione di Gabriele Lavia, presso il Teatro Manzoni di Milano.
In questo periodo fonda e organizza la cooperativa teatrale Teatro di tutti e prepara una riduzione dell’Inferno di Dante. Scrive il volume “Galileo e il cielo negato” (1979) e numerosi saggi che pubblica su riviste scientifiche come: “D’Ars”, “Carte Segrete”, “Tempi Moderni”, “Laboratorio di sociologia”. Cura il volume “Strumenti del Comunicare”, basato su una ricerca sul linguaggio e il volume “L’immagine del futuro”, frutto di una ricerca sociologica.
Rosa Giannetta Alberoni è autrice del raffinato romanzo epistolare, di fatto il suo esordio narrativo, “La voglia di more” (Guanda 1982), che ottiene considerevoli riconoscimenti letterari. Concluse la sua attività nel settore teatrale nel 1984 curando, come aiuto regista, la rappresentazione alla Scala di Milano di “Orfeo” (testo di Poliziano, musiche di Monteverdi, regia e scenografia di Luciano Damiani).