Scrittori: addio a Neil Sheehan, autore bestseller ‘Vietnam. Una sporca bugia’

Washington, 8 gen. – (Adnkronos) – Lo scrittore e giornalista statunitense Neil Sheehan, celebre autore dei “Pentagon Papers”, raccolta dei documenti segreti del Pentagono sui rapporti con il sud-est asiatico e la gestione della guerra in Vietnam, e Premio Pulitzer 1989 per il libro bestseller “Vietnam. Una sporca bugia”, è morto, ieri, 7 gennaio, nella sua casa di Washington all’età di 84 anni, per le complicazioni del morbo di Parkinson. Era nato come Cornelius Mahoney a Holyoke, nel Massachusetts, il 27 ottobre 1936.
Sheehan fu corrispondente per il “New York Times” durante il conflitto in Vietnam: al suo ritorno in patria, scrisse articoli sul ruolo del Pentagono nella guerra asiatica, poi raccolti nel volume “The Pentagon Papers” (1971). Il libro uscì in contemporanea mondiale in 12 paesi e in Italia fu pubblicato in due tomi con il titolo “I documenti del Pentagono. La storia segreta della guerra del Vietnam” da Garzanti.
Autori di una decina di libri, nel 1988 Sheehan pubblicò “A Bright Shining Lie: John Paul Vann and America in Vietnam”, vincendo il Premio Pulitzer per la saggistica ed il National Book Award. Il volume è stato tradotto in sedici lingue ed in italiano con il titolo “Vietnam. Una sporca bugia” da Piemme nel 2003. Nel 1998 il libro è diventato la miniserie televisiva “La guerra dei bugiardi” diretta da Terry George con Bill Paxton e Amy Madigan. L’autore, utilizzando come filo conduttore la vita del colonnello John Paul Vann, racconta l’evoluzione della guerra in Vietnam. E’ il 1962 quando Vann raggiunge per la prima volta il Vietnam come consigliere militare. Sbarcato a Saigon, Vann si rende conto che le forze sudvietnamite sono demotivate e mal addestrate. Ma, soprattutto, rimane scioccato da una realtà di omicidi e torture che rischia di far precipitare gli Stati Uniti nel pantano di un conflitto sporco, corrotto, ingovernabile. Comprende che la sistematica tortura dei contadini e gli scriteriati bombardamenti che colpiscono i civili ben più dei vietcong non potranno che portare la popolazione a mobilitarsi sotto le bandiere comuniste. Il suo grido d’allarme rimane però inascoltato.