Open Arms: domani Salvini al bunker di Palermo, l’accusa è di sequestro di persona/Adnkronos (2)

(Adnkronos) – Il giorno successivo, cioè il 10 agosto, la nave fece un altro soccorso. Questa volta vennero salvate altre 39 persone, e altre ancora vennero trasferite per motivi di salute. Il 12 agosto intervenne il tribunale dei minori di Palermo. Il giorno successivo i legali di Open Arms presentarono un ricorso al tribunale amministrativo del Lazio contro il decreto sicurezza bis. E il 14 agosto arrivò la decisione del Tar del Lazio che sospese il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane, accogliendo così il ricorso presentato dall’Ong spagnola. Nonostante ciò, però, la Open Arms non aveva ottenuto un porto di sbarco. Due giorni dopo, il 16 agosto, la ong presentò un ulteriore esposto alla procura di Agrigento per omissione di atti d’ufficio e altri reati. Ma nel frattempo sulla nave la situazione diventò incandescente e decine di migranti si gettarono in acqua per la disperazione.
Due soli bagni alla turca, giacigli sul ponte per 164 migranti salvati in zona Sar libica e costretti in “condizioni estreme”, follia e disperazione tanto da arrivare a gettarsi in mare nel tentativo di raggiungere la terraferma. Il 20 agosto era stato il Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio in persona a salire a bordo della nave, accompagnato da psicologi e medici. Trascorsero alcune ore e il magistrato decise di disporre lo sbarco e il sequestro preventivo d’urgenza della nave, ipotizzando il reato di abuso d’ufficio. Soltanto quel giorno le 83 persone rimaste a bordo riuscirono a toccare terra. “L’autorità pubblica aveva consapevolezza della situazione d’urgenza e il dovere di porvi fine ordinando lo sbarco delle persone”, scrisse il procuratore di Agrigento quando decise di intervenire ordinando il sequestro della nave e lo sbarco dei migranti. Quell’autorità pubblica era Matteo Salvini.
Due mesi dopo, nel novembre del 2019 venne iscritto nel registro degli indagati un nome: Matteo Salvini, che nel frattempo non era più ministro dell’Interno. L’accusa è pesante: sequestro di persona aggravato e omissione d’atti d’ufficio. Nel febbraio 2020 il tribunale dei ministri chiese al Senato l’autorizzazione a procedere. A maggio la Giunta per le immunità la respinse mentre l’Aula la approvò. E domani si va in aula. Ancora una volta, dopo Catania. Anche a Palermo.