Mattarella: 15 milioni di telespettatori, con Cossiga e Scalfaro il più seguito /Adnkronos (2)

(Adnkronos) – “Non certo mancanza di coraggio o peggio resa verso le intimidazioni -proseguì l’allora Capo dello Stato – ma il dovere sommo, e direi quasi disperato, della prudenza sembra consigliare di non dire, in questa solenne e serena circostanza, tutto quello che in spirito e dovere di sincerità si dovrebbe dire; tuttavia, parlare non dicendo, tacendo anzi quello che tacere non si dovrebbe, non sarebbe conforme alla mia dignità di uomo libero, al mio costume di schiettezza, ai miei doveri nei confronti della Nazione E questo proprio ormai alla fine del mio mandato che appunto va a scadere il prossimo 3 luglio 1992”.
“Questo comportamento mi farebbe violare il comandamento che mi sono dato, per esempio di un grande Santo e uomo di Stato, ed al quale ho cercato di rimanere umilmente fedele: privilegiare sempre la propria retta coscienza, essere buon servitore della legge, ed anche quindi della tradizione, ma soprattutto di Dio, cioè della verità. Ed allora mi sembra meglio tacere”.
“Vi sarà certo altra più appropriata occasione per farvi conoscere il mio schietto pensiero ed i miei propositi. Mi duole di avervi forse deluso. Ma sono certo -concluse Cossiga- che voi, gente comune del mio Paese, vorrete comprendermi e, se lo ritenete, anche perdonarmi”.