Mafia: Piersanti Mattarella, ‘non fu solo Cosa nostra a uccidere mio nonno’ (3)

(Adnkronos) – Cosa rimane oggi del politico Piersanti Mattarella? “L’insegnamento che, contrariamente a quello che si è portati a pensare oggi, nella politica non c’è solo l’idea dell’interesse personale e, dunque, la testimonianza che si può fare politica in maniera anche diversa. Al di là del vantaggio personale o della rincorsa all’obiettivo personale del potere”. Piersanti Mattarella fu prima Consigliere comunale di Palermo nel 1964, poi deputato al Parlamento Regionale nel ’67, nel ’71 e nel ’76. Durante l’ultima legislatura, quella del 1976, ricoprì il ruolo di presidente della Regione, appena quarantenne, dal ’78 al 6 gennaio del 1980. Era il Governatore dalle “carte in regola”.
“Mi piace molto l’idea della trasparenza di mio nonno – spiega il giovane Piersanti – Un’altra sa opera molto attuale è stata la riforma della pubblica amministrazione, soprattutto a livello regionale, o la riforma edilizia contro l’abusivismo edilizio e l’assegnazione di diversi appalti”. Con Mattarella “c’è stata una rivisitazione di diverse procedure di appalti” e il “suo essersi schierato contro un determinato centro di interessi mafiosi e non che in quegli anni aveva acquisito una grossa fetta di potere”, ricorda il nipote.
“Lo ha fatto perché nella sua azione sicuramente anteponeva l’intesse comune, un interesse contrario all’acquisizione di centri di potere fatto di persone, di cultura e estrazione appartenenti un sistema al quale mio nonno si opponeva”.