Letteratura: Anpi Milano, affetto per Loi, tante volte con noi il 10 agosto in piazzale Loreto

Milano, 4 gen. (Adnkronos) – “Ricordo con grande affetto Franco Loi, da noi spesso invitato nella ricorrenza del 10 agosto, in piazzale Loreto, a testimoniare, con passione e commozione quel terribile eccidio che la Milano democratica e antifascista non ha mai dimenticato”. Così Roberto Cenati, presidente Anpi Provinciale di Milano, a proposito della morte di uno dei maggiori poeti italiani del dopoguerra.
Loi, che all’epoca dell’eccidio di piazzale Loreto aveva 14 anni, così rievocava quei momenti: “Erano tutti abitanti del rione, tra Teodosio e Loreto. Uno con le mani protese davanti alla faccia, come a proteggersi e gridare; un altro con gli occhi stravolti, bianchi, le labbra tumide, dure; e altri ancora con le dita lunghe come rami, e certi colli gialli tra camicie gualcite, magliette spiegazzate. I parenti non potevano onorare i loro morti. Nessun grido, nessun pianto. I fascisti erano lì, giovani e spavaldi. Ogni tanto provavo a distogliere gli occhi, e vedevo quei giovani in camicia nera, che fissavano la gente e sembrava volessero provocare. Ma la gente era immobile, come inchiodata, con gli occhi bassi e le spalle pesanti. Tutto pareva far parte di una scena irreale, completamente separata dall’ampiezza del cielo e di piazzale Loreto, che sotto il sole si allontanava verso viale Monza, viale Padova, via Porpora e quel Titanus imponente del comando nazista”.
Sergio Temolo, figlio di Libero, Martire di piazzale Loreto, aveva anch’egli 15 anni e fin dall’adolescenza è stato inseparabile amico di Franco Loi, ricorda ancora Cenati.