Governo: ancora stallo e Iv all’attacco di Conte, su futuro fantasma terza ondata Covid

Roma, 7 gen. (Adnkronos) – Un passo avanti e uno indietro. Un’altra giornata di stallo per il governo, nell’attesa di un’accelerazione che non c’è stata, salvo l’invio delle linee guida del nuovo piano di resilienza alle forze di maggioranza. Piano ‘restaurato’ -sale a 222 miliardi, mentre i fondi per la sanità registrano un balzo in avanti decisivo, passando da 9 a 19,7 miliardi- con un ascolto attento alle richieste degli alleati di governo, a partire da Iv. Uno sforzo che non sembra placare i malumori e le frizioni che agitano il governo, mentre la sopravvivenza del Conte II resta appesa a un filo. E’ proprio Iv, infatti, a dar fuoco alle polveri, lasciando trapelare ‘irritazione’ per essere stata esclusa dal confronto con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che sul Pnrr ha sentito ieri Pd, M5S e Leu, lasciando fuori dai giochi Italia Viva. Ma dal Mef la risposta non si lascia attendere: è stata Iv a rifiutare il confronto, chiedendo prima di avere un testo alla mano di cui discutere.
La polemica, negli ambienti di Palazzo Chigi, viene letta come ‘pretestuosa’, ma a stretto giro ne segue un’altra, ancora una volta è il premier Giuseppe Conte a finire nel mirino. Iv prende in prestito l’assalto a Capitol Hill per tornare a chiedere con forza che il presidente del Consiglio lasci la delega ai Servizi, una rinuncia “sempre più urgente”. Evidenziando come ieri, nel commentare l’attacco al congresso Usa, Conte non abbia citato Trump. Renzi non arretra di un passo nella sua offensiva. Esponenti di governo vicini al premier temono che l’avvocato, tirate le somme, alla fine faccia saltare il banco.
“Se continua così, Conte va in Parlamento – la lettura di un ministro di prima linea – e non perché confidi nel sostegno di presunti responsabili… Va in Senato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, come con Salvini, ma stavolta ci saluta tutti”. Intanto sfuma ancora una volta la riunione con i capi delegazione: si terrà soltanto domani, in serata. “Speriamo di uscire dal tunnel, è la giornata clou”, dice all’Adnkronos il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Per ora tempi dilatati, Palazzo vuoto e silente. E intanto un nuovo fantasma aleggia sul governo: 11 regioni denunciano terapie intensive in affanno, all’orizzonte si profilano nuove strette.