Giustizia: definì’ Di Matteo ‘mitomane che lancia segnali mafiosi’, chiesto processo per Sallusti (2)

(Adnkronos) – Poi Sallusti aveva aggiunto: “Di Matteo non può venire a lanciare… segnali mafiosi in tv, dicendo se mi ascoltano dirò qualcosa”. Secondo la Procura Sallusti avrebbe “offeso l’onore e il decoro di Antonino Di Matteo, perché instillava nell’opinione pubblica l’idea che questi avesse una concezione autoreferenziale degli incarichi istituzionali e che fosse disposto a raccontare come veri fatti mai accaduti pur di ottenere pubblico consenso e perché gli attribuiva, inoltre, di avere fatto ricorso a un espediente menzognero posto in essere nell’esercizio della funzione di pubblico ministero, nonché infine, l’utilizzo di comportamenti tipici degli esponenti della criminalità organizzata. Con le aggravanti di avere arrecato offesa attribuendo un fatto determinato, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità”.
Alessandro Sallusti, raggiunto dall’Adnkronos, commenta così la decisione della Procura palermitana di chiedere il rinvio a giudizio del giornalista: “Dissi solo che in quelle parole di Di Matteo c’erano degli aspetti di mitomania, non ho detto mica che è pedofilo o delinquente o ladro. E’ una semplificazione di una certa mania di protagonismo – dice Sallusti- perché se uno va in tv a denunciare quello che potrebbe essere un reato, c’è secondo me una certa mania di protagonismo, se vai in tv accetti le regole del dibattito”.