Fascismo: mercato in crescita per i vini con le etichette di Mussolini e Hitler

Milano, 2 gen. (Adnkronos) – La storia li giudica e il mercato li cerca. Il volto di Adolf Hitler e Benito Mussolini, stampato su bottiglie di vino e birre, può valere una carriera come dimostra la storia di Fabio Bogo, fondatore della società ‘I vini nostalgici’ con sede a Sedico, in provincia di Belluno. Un mercato in aumento che vede il Führer senza rivali. Dopo di lui il più richiesto sulle tavole è il Duce, per il resto sugli scaffali non c’è partita. “Sono consapevole di fare etichette che sollevano polemiche – dice all’Adnkronos -, ma se esponi la bandiera del Milan sicuramente c’è uno juventino che si arrabbia. Io non faccio politica, io faccio business e stampo etichette di Che Guevara, Stalin, Mussolini e Hitler, solo per citarne alcuni. Non commetto nessun reato”.
Su cento bottiglie vendute, “90 hanno la foto del Führer – svela -. La crescita di gruppi di destra sta facendo aumentare le vendite in particolare all’estero. Austriaci, tedeschi, polacchi, cecoslovacchi sono i clienti più numerosi”, ma non ne mancano in Italia. “Bolzano, il Veneto, l’area del lago di Garda con i turisti stranieri che quest’anno purtroppo sono mancati. E poi la riviera Adriatica, fino a San Marino e la Sicilia, sono i luoghi in cui il marchio è conosciuto. I miei prodotti, acquistabili anche online, arrivano fino agli Stati Uniti e negli anni gli affari sono cresciuti del 60%”.
Da 25 anni sul mercato con un’attività familiare, non svela i numeri delle etichette nate “per gioco. Tempo fa un mio amico ristoratore che ogni anno ricorda con un evento il Duce mi ha chiesto di stampargli qualche etichetta e da quelle poche bottiglie è nata l’idea di business. A me non importa cosa abbiano fatto da vivi – hanno fatto cose buone ma anche molto negative -, ma se il mercato chiede questo prodotto io lo propongo. E non è colpa mia se la sinistra non la vuole nessuno”.
Lo sguardo è rivolto al passato, ma c’è chi sogna il presente. “Tra i clienti c’è chi mi chiede di stampare volti della politica attuale: mi hanno chiesto un’etichetta con Berlusconi, ma non la farò”, dice il fondatore che ha anche creato una linea di etichette delle vette più note delle Dolomiti e una con protagonisti cantanti famosi. Se qualche minaccia non è mancata in passato e ancora oggi qualcuno storce il naso di fronte alle sue bottiglie con Mussolini, Bogo replica: “Non si può impedire questa fetta di mercato, altrimenti il Duce andrebbe cancellato anche dai calendari o dai libri di storia”.
All’inizio della sua attività commerciale, sul tema si è pronunciato il tribunale di Bolzano che, a chi invocava l’apologia di fascismo, ha ricordato che ciò che la legge vieta è “l’esaltazione, la magnificazione acritica fine a se stessa, il fanatismo verbale, la lode iperbolica”. Il giudice nel suo dispositivo sottolinea come l’intento del produttore “non è di esaltare il Duce, ma bensì il vino che vende, facendo vedere che esso era degno di un personaggio famoso”. Non solo: “ciò che più meraviglia – scrive – è che vi siano delle persone che, senza preoccuparsi di informarsi, con balorde denunzie, facciano perdere tempo alla giustizia”.