Fascismo: mercato in crescita per i vini con le etichette di Mussolini e Hitler (2)

(Adnkronos) – Lo sguardo è rivolto al passato, ma c’è chi sogna il presente. “Tra i clienti c’è chi mi chiede di stampare volti della politica attuale: mi hanno chiesto un’etichetta con Berlusconi, ma non la farò”, dice il fondatore che ha anche creato una linea di etichette delle vette più note delle Dolomiti e una con protagonisti cantanti famosi. Se qualche minaccia non è mancata in passato e ancora oggi qualcuno storce il naso di fronte alle sue bottiglie con Mussolini, Bogo replica: “Non si può impedire questa fetta di mercato, altrimenti il Duce andrebbe cancellato anche dai calendari o dai libri di storia”.
All’inizio della sua attività commerciale, sul tema si è pronunciato il tribunale di Bolzano che, a chi invocava l’apologia di fascismo, ha ricordato che ciò che la legge vieta è “l’esaltazione, la magnificazione acritica fine a se stessa, il fanatismo verbale, la lode iperbolica”. Il giudice nel suo dispositivo sottolinea come l’intento del produttore “non è di esaltare il Duce, ma bensì il vino che vende, facendo vedere che esso era degno di un personaggio famoso”. Non solo: “ciò che più meraviglia – scrive – è che vi siano delle persone che, senza preoccuparsi di informarsi, con balorde denunzie, facciano perdere tempo alla giustizia”.