Coronavirus, il ministro Azzolina è una furia: “gli studenti possono fare l’aperitivo ma non andare a scuola”

Il ministro Azzolina ha parlato della chiusura delle scuole a causa dell'emergenza Coronavirus, facendo luce sulle clamorose contraddizioni

Nell’ambito dell’emergenza Coronavirus, in Italia uno dei settori maggiormente penalizzati è quello della scuola.

Coronavirus
Justin Setterfield/Getty Images

Strutture chiuse e studenti a casa, decisioni che nella maggioranza dei casi sono prese dalle Regioni, spaventate da un’impennata dei contagi tutt’altro che certa con il ritorno dei ragazzi a scuola. Sul tema si è soffermata Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione, che ha espresso la propria rabbia al Corriere della Sera.

LEGGI ANCHE: Nuovo DPCM, si va verso l’inserimento di un nuovo parametro

Le parole del ministro

Coronavirus
Vittorio Zunino Celotto/getty images

Dura e cruda, il ministro Azzolina si è scagliata contro le Regioni, sottolineando come non abbiano rispettato gli impegni presi: “gli studenti senza scuola? Sono le regioni a chiudere anche se il resto è aperto. Avevamo raggiunto un accordo ma loro non l’hanno mantenuto. Rispetto alle superiori il Governo ha fatto tutto quello che poteva e gli impegni li ha mantenuti grazie anche al lavoro importante dei prefetti e della comunità scolastica. Si chiude prima la scuola perché socialmente è stata messa nel fondo dello sgabuzzino. Perché nelle zone gialle e arancioni è quasi tutto aperto, tranne la scuola? Non è l’untrice del Paese. Devono spiegarmi perché, dove è quasi tutto aperto, gli studenti al pomeriggio possono andare a prendere l’aperitivo, mentre non possono andare in classe con la mascherina, l’igienizzante e i banchi separati. Il punto è culturale, non sanitario”.